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E adesso ci sono anche i Dots di OpenAI. Ecco cosa sono in cinque punti

OpenAI ha presentato i Dots il 29 settembre: agenti che seguono progetti nel tempo, lavorano tra le app e cercano di anticipare le cose da fare. Arrivano poche settimane dopo Muse di Meta, che propone un’idea simile. Vediamo in cinque punti cosa sanno fare, dove si distinguono e perché la vera domanda è quanto lavoro ci risparmieranno dopo aver controllato il loro.

Che cosa sono. I Dots sono agenti personali presentati da OpenAI il 29 settembre al DevDay. A un dot puoi affidare un obiettivo, non solo una domanda: per esempio seguire i feedback su un’app, preparare correzioni, testarle e portarti il risultato da rivedere. Funziona con GPT‑6 Astra, un computer nel cloud e collegamenti a oltre 4.000 app.

Che cosa cambia rispetto a ChatGPT. Un dot può tenere aperti più lavori, proseguire in background e scriverti quando ha un aggiornamento o serve una decisione. Lo puoi contattare da ChatGPT, Slack o Teams senza ricominciare ogni volta da capo. OpenAI dice che impara dai feedback; quanto questo lo renda affidabile nei progetti lunghi resta da verificare nell’uso quotidiano.

Che differenza c’è con Muse. L’idea di base è molto simile: anche Muse, lanciato da Meta l’8 settembre, lavora su un computer virtuale, usa le app e prova ad anticipare le esigenze dell’utente. Cambia il punto di partenza: Muse punta soprattutto alla vita personale, con WhatsApp, acquisti, viaggi e obiettivi quotidiani; Dots nasce dentro ChatGPT e guarda anche al lavoro professionale e aziendale, con progetti, codice, documenti e agenti specializzati per le organizzazioni. È una differenza di posizionamento, non una misura di quale dei due lavori meglio.

Chi può usarli e a quale prezzo. Muse è in distribuzione negli Stati Uniti e offre un utilizzo gratuito con limiti. Il primo dot è invece incluso nei piani ChatGPT Pro e Business Premium, che partono da 100 dollari al mese; è prevista una quota per i lavori più impegnativi. Per ora si può creare un solo dot personale.

Che senso hanno. La scommessa è ridurre il tempo speso a coordinare strumenti e piccoli passaggi: dai un incarico, l’agente lavora e ti chiama quando serve giudizio umano. Ma più app e permessi gli concedi, più contano errori, privacy e controllo delle azioni. OpenAI offre regole personalizzate e verifiche prima di alcune operazioni; Meta prevede autorizzazioni e un registro delle attività. Il valore dei Dots si misurerà qui: nel lavoro completato e nel tempo necessario a controllarlo.

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