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tecnologia

Arriva Gemini 4 Argon, il guanto della sfida di Google a OpenAI ed Anthropic

 

A pochi giorni dal rilascio di Claude Opus e Sonnet 5.5 da parte di Anthropic, cui ha subito risposto OpenAI con ChatGPT-6, si unisce alla festa anche Google, che ha annunciato l’arrivo di Gemini 4 Argon.

L’ultimo nato in casa Big G non sarà subito disponibile per il pubblico, ma riservato ai partner di Fairwind, il programma di cybersecurity potenziata all’AI voluto da Google. Questo perché l’azienda ha deciso di aderire al programma di rilascio graduale dei nuovi modelli voluto dal governo americano. Ma gli obiettivi sono chiari: Argon è pensato per compiti complessi legati all’ingegneria del software, alla finanza, al mondo legale e ovviamente alla cybersicurezza.

Se il rilascio all’esterno di questo modello sarà graduale, Google ci tiene però a sottolineare gli utilizzi che già ne sta facendo internamente. Ad esempio, il nuovo Gemini ha impiegato pochi minuti per suggerire ai ricercatori dell’azienda una soluzione che riduce del 40% le risorse necessarie per eseguire alcune componenti critiche del calcolo quantistico. Ancora, ha corretto le modalità di utilizzo della memoria dei server, liberando oltre 300 Terabyte di Ram e si stima che possa arrivare a liberare tra i 500 Tera e 1 Petabyte.
Messo a confronto con ChatGPT-6 Astra e i modelli Claude Falbe 5.1 e Opus 5.5, Argon ottiene risultati migliori in ambito legale e finanziario, così come nella gestione di lunghi contesti, anche grazie al fatto che il limite di token è stato ampliato da 64mila a 1 milione.

 

Il modello primeggia anche nella comprensione di lunghi contenuti video e risulta estremamente competitivo in termini di coding agentico e cybersecurity. Sotto quest’ultimo profilo, si legge sempre sul blog di Google, Argon è in grado in maniera autonoma di individuare e risolvere vulnerabilità critiche nei software. La piattaforma di cyberscurity Wiz l’ha applicata al suo programma Scan for Good, dedicata alla protezione delle infrastrutture pubbliche. E avrebbe già individuato una vulnerabilità critica capace di esporre i dati dei pazienti contenuti in un non meglio specificato software utilizzato da ospedali di tutto il mondo.

Per evitare usi malevoli del modello, una volta rilasciato, Argon è programmato per rifiutarsi di eseguire compiti legati ad attacchi legati alla cybersecurity o di natura biologica, chimica, batteriologica e nucleare. Non solo: ha un indice dello 0,7%, in una scala dove l’ideale è avvicinarsi a zero, per quanto riguarda la prompt injection. Ovvero quei tentativi di aggirare i meccanismi di salvaguardia di un modello per convincerlo a fare qualcosa che non dovrebbe. Si tratta del valore più basso se confrontato con i modelli di Anthropic, OpenAI ma anche del Grok di Elon Musk.

Resta il tema dei comportamenti non voluti, quelli cioè che vanno al di là dei compiti assegnati all’AI, gli stessi che potrebbero portare ChatGPT in tribunale per aver hackerato i server di Hugging Face la scorsa estate. Google afferma di aver inserito dei sistemi di monitoraggio del disallineamento tra il comando e l’esecuzione che dovrebbero tenere sotto controllo la catena di pensiero e le azioni di Argon, fermandole qualora fosse necessario.

Come detto, al momento Gemini 4 Argon è disponibile solo per chi fa parte del programma Fairwind. Non c’è ancora una data di rilascio al pubblico. C’è però già il prezzo: l’uso del modello costerà 2 dollari per milione di token di input e 10 dollari per milione di token in output. Un prezzo che, dopo un non precisato periodo introduttivo, è destinato a raddoppiare.

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