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tecnologia

C’è un sito che ti dice se puoi rifare un’app con l’intelligenza artificiale

Non esiste ancora una traduzione ufficiale in Italiano, a meno di non voler parlare di programmazione assistita dall’AI. Vale la pena allora di rifarsi all’originale inglese e provare a spiegare il concetto che sta dietro a un portale che si chiama Can I vibecode it? Ovvero, posso programmarlo utilizzando quell’intelligenza artificiale che, da Cursor a Lovable passando per Claude Code e Codex, sempre più sta svolgendo il ruolo che fino a qualche anno fa era appannaggio esclusivo degli sviluppatori.

Mentre scriviamo, sono 976 le applicazioni che sono state “recensite”. Di queste 152 possono essere tranquillamente sviluppate da zero semplicemente con l’intelligenza artificiale, 436 abbastanza, mentre per le restanti 388 non è possibile. Tra le prime ci sono ad esempio Granola, un’app basata sull’AI che consente di prendere appunti durante le riunioni, o Linktree, una delle più usate per inserire i link nelle bio su piattaforme social come Instagram. Tra quelle impossibili, o comunque molto difficili, da riscrivere ecco le app di modelli di intelligenza artificiale come Claude e ChatGPT, così come il workplace di Google o Apple Music.

Per le applicazioni realizzabili grazie al vibe coding, il portale fornisce anche il prompt da cui partire, indica il numero di persone che hanno sostituito quella specifica app e anche la cifra che hanno risparmiato. Sì, perché il portale si occupa solamente di applicazioni con un costo di abbonamento mensile. Stando al numero di persone che hanno affermato di aver sostituito un’applicazione grazie ai prompt contenuti sul portale, quest’ultimo ha consentito un risparmio complessivo di quasi 18mila dollari. Ai quali andrebbero però sottratti i costi di abbonamento ai relativi modelli di AI.

Comunque sia, una goccia nel mare di un mercato, quello delle app, che nel 2025 ha toccato secondo Appfigures i 156 miliardi di dollari nel mondo. Che il vibe coding delle app sia l’inizio di una rivoluzione o sia destinato a rimanere una nicchia per nerd, lo dirà il tempo.

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