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scienze

Current Rothko, il meteo incontra i colori, le emozioni e i dati

Ogni giorno miliardi di persone consultano le previsioni del tempo. Sullo schermo scorrono numeri: temperatura, umidità, pressione atmosferica, velocità del vento, probabilità di pioggia. Sono il prodotto di modelli matematici che descrivono l’atmosfera con crescente precisione. Eppure il modo in cui percepiamo una giornata raramente coincide con quei numeri. Un cielo lattiginoso, una luce estiva o un tramonto invernale raccontano qualcosa che le cifre da sole non riescono a esprimere.

Il modo in cui percepiamo una giornata raramente coincide con i dati del meteo  come temperatura, umidità e pressione. Le sensazioni sono di solito calde, i numeri freddi. Da questa distanza tra misura e percezione nasce Current Rothko, il progetto ideato dal designer finlandese Joonas Virtanen . L’idea è semplice: trasformare le condizioni meteorologiche di una città in un dipinto di Mark Rothko. Inserendo il nome di una località, il sistema recupera i dati meteorologici aggiornati e li mette in relazione con un archivio di 89 opere del pittore americano. Il risultato non è una previsione alternativa, ma una traduzione visiva del tempo atmosferico.

L’aspetto interessante del progetto non è tanto il richiamo a Rothko quanto il meccanismo che lo rende possibile. L’algoritmo non interpreta il significato delle opere, né prova a stabilire quale quadro rappresenti davvero una giornata piovosa o assolata. Fa quello che fanno molti sistemi di intelligenza artificiale contemporanei: confronta dati. Le informazioni provenienti dalle API meteorologiche vengono trasformate in un profilo numerico che descrive la luminosità della giornata, la copertura nuvolosa, la temperatura e altri parametri. Anche i dipinti vengono descritti attraverso caratteristiche quantitative, come la distribuzione dei colori, la luminosità media, il contrasto e la temperatura cromatica. A quel punto il sistema cerca la corrispondenza più vicina tra i due insiemi di dati.

È lo stesso principio che utilizzano molte piattaforme digitali. Spotify non ascolta una canzone come farebbe un essere umano: la rappresenta attraverso centinaia di caratteristiche numeriche. Netflix non comprende una storia, ma confronta metadati e comportamenti degli utenti. Anche qui l’opera d’arte diventa un vettore di informazioni che può essere confrontato con un altro vettore, quello prodotto dal meteo. Il linguaggio è diverso, ma la logica computazionale è la stessa.

Negli ultimi anni questa trasformazione ha coinvolto anche il patrimonio artistico. Musei e fondazioni hanno digitalizzato milioni di opere in alta definizione, mentre gli strumenti di computer vision hanno imparato a misurarne automaticamente le caratteristiche visive. Un dipinto può essere descritto attraverso la sua palette cromatica, la distribuzione della luce, la densità delle forme, il livello di contrasto o la struttura della composizione. L’arte, oltre a essere oggetto di contemplazione, diventa così un archivio interrogabile da algoritmi.

Questa operazione mette in luce una tendenza più ampia. Per decenni l’informatica ha trasformato fenomeni complessi in numeri per renderli analizzabili. L’intelligenza artificiale sta percorrendo sempre più spesso il tragitto inverso, traducendo dati in immagini, musica, testi o esperienze visive. I modelli generativi funzionano proprio così: partono da rappresentazioni numeriche e producono contenuti che parlano il linguaggio umano.

Current Rothko si inserisce in questa evoluzione con un’idea tanto semplice quanto efficace. Prende uno dei flussi di dati più consultati al mondo, quello delle previsioni meteorologiche, e lo restituisce attraverso il lavoro di un artista che ha fatto del colore e della luce il proprio vocabolario. Il risultato non migliora l’accuratezza delle previsioni, ma suggerisce una possibilità diversa: usare gli algoritmi non soltanto per misurare il mondo, ma anche per offrirne nuove chiavi di lettura.

MathGamesAndWeirdThings è una nuova rubrica dove si parla appunto di matematica, giochi e cose strane. Sempre con i dati e a volte con le neuroscienze

 

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