Start your week with some new photos from Artemis II!
Though our journey around the Moon has ended, we’re still retrieving plenty of new images. Keep an eye on our Artemis II multimedia gallery for image highlights from the mission: https://t.co/XInWMJwMYY pic.twitter.com/LuHxS5UC4n
— NASA (@NASA) May 4, 2026
Più di 12mila fotografie. Non è solo un archivio: è uno dei più grandi dataset visuali mai prodotti da una missione umana oltre l’orbita terrestre bassa dai tempi di Apollo. La NASA ha pubblicato online l’intero archivio fotografico di Artemis II, la missione che ad aprile 2026 ha riportato quattro astronauti intorno alla Luna dopo oltre mezzo secolo.
Le immagini si trovano qui.
Dentro ci sono immagini scattate da reflex professionali Nikon D5 modificate per lo spazio, camere scientifiche e anche smartphone utilizzati a bordo della capsula Orion. Non solo “foto spettacolari”, ma dati. Tanti dati. Sequenze della faccia nascosta della Luna, esposizioni multiple delle stelle durante la rotazione della capsula, dettagli dei crateri lunari lungo il terminatore, e soprattutto migliaia di immagini della Terra viste da oltre 400mila chilometri di distanza.
Il punto interessante è proprio questo: Artemis sta costruendo una nuova cultura dell’esplorazione spaziale fatta di archivi pubblici, dataset aperti e documentazione continua della missione. Durante il viaggio molte immagini non erano state trasmesse per limiti di banda. La NASA ha recuperato gran parte del materiale solo dopo l’ammaraggio della capsula e il rientro fisico delle schede SD.
Le fotografie raccontano anche un cambio tecnologico rispetto al programma Apollo. Non più poche immagini iconiche selezionate, ma produzione continua di contenuti ad altissima definizione, catalogati e distribuiti online quasi in tempo reale. Un modello che assomiglia più a un cloud fotografico che a un archivio storico tradizionale.
In mezzo alle immagini ci sono già alcuni nuovi “classici”: la Terra ridotta a una falce luminosa nel buio, le tracce stellari create dalla lenta rotazione di Orion, il Sole nascosto dietro la Luna con la corona visibile dallo spazio profondo.
Ma il vero punto non è estetico. È infrastrutturale. Artemis non sta solo tornando sulla Luna: sta costruendo il primo grande database visuale dell’esplorazione spaziale del XXI secolo
Le immagini si trovano qui.
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