Ci sono luoghi che diventano famosi per una montagna, un fiume o una miniera. Altri per un’industria. Poi c’è un villaggio gallese di circa 3.000 abitanti che ha costruito la sua notorietà su un algoritmo linguistico ante litteram: una sequenza di 58 lettere senza spazi.
Il nome è Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch. Non è uno scioglilingua. È una strategia di marketing del XIX secolo.
Lo racconta una recente immagine satellitare del Landsat 8 della NASA, che osserva il piccolo centro sull’isola di Anglesey, al largo della costa del Galles, immerso tra campi verdi e affacciato sullo stretto di Menai. Dallo spazio appare come una macchia grigia tra il verde agricolo e le correnti scure del mare. Ma sulla Terra è diventato un caso di studio di branding territoriale prima dell’era dei social.
Il nome, nella traduzione approssimativa dal gallese, è quasi una descrizione geografica compressa in una sola parola: “la chiesa di Santa Maria nella cavità del nocciolo bianco vicino al vortice rapido e alla chiesa di San Tysilio presso la grotta rossa”.
La versione originale del nome era molto più corta: Llanfairpwllgwyngyll. Nel XIX secolo un abitante del villaggio propose di allungarlo deliberatamente per attirare visitatori e rendere memorabile la stazione ferroviaria locale. L’operazione funzionò. Ancora oggi il cartello della stazione, con la sequenza di consonanti e vocali quasi impronunciabile, è uno dei più fotografati del Galles.
In termini contemporanei si direbbe che il villaggio ha inventato un meme un secolo e mezzo prima dei social.
La storia ha anche un secondo livello, meno noto e più sorprendente. Non lontano da lì, nel villaggio di Llanddaniel Fab, nacque Tecwyn Roberts, uno dei pionieri della NASA. Cresciuto in una casa senza elettricità, Roberts sarebbe diventato uno dei primi flight dynamics officer dell’agenzia spaziale americana e avrebbe contribuito a costruire alcune delle infrastrutture più importanti dell’esplorazione spaziale moderna.
Tra queste c’è il Deep Space Network, la rete globale di antenne che comunica con le sonde nello spazio profondo. C’è il Mission Control Center di Houston, il centro operativo da cui vengono gestite le missioni spaziali. E ci sono i sistemi di comunicazione che hanno accompagnato le missioni del programma Apollo.
Il percorso è quasi paradossale: da un piccolo villaggio gallese con il nome più lungo d’Europa al cuore operativo della corsa alla Luna.
Anche nello spazio i nomi contano. Ma seguono regole molto diverse. L’Unione Astronomica Internazionale, che assegna i nomi ai luoghi su pianeti e satelliti, privilegia denominazioni brevi e chiare. Crateri come Schiaparelli su Marte o Tchaikovsky su Mercurio sembrano lunghi, ma restano comunque molto più corti del nome del villaggio gallese.
La ragione è semplice: nello spazio la toponomastica è una questione di navigazione e catalogazione. I nomi devono essere leggibili nei database, nelle mappe e nei sistemi di missione.
MathGamesAndWeirdThings è una rubrica dove si parla appunto di matematica, giochi e cose strane. Sempre con i dati e a volte con le neuroscienze
Per approfondire.
Chi ne sa di più sulla demografia? #MathGamesAndWeirdThings
Perché il 27 settembre 2025 non è una data come le altre?
La probabilità di morire nel giorno del compleanno e le statistiche #MathGamesAndWeirdThings
Cosa è Anime.js #MathGamesAndWeirdThings
Possiamo calcolare quando moriremo?
I “cozy games” sono un antidoto allo stress e all’ansia? #MathGamesAndWeirdThings
Come “giocare” con la geoingegneria solare #MathGamesAndWeirdThings
Cosa è e come funzione One Million Checkboxes? #MathGamesAndWeirdThings
Perché analizzare gli schemi di gioco di 100 Sudoku? #MathGamesAndWeirdThings
Cosa (non) potete inventare con Infinite Craft? #Mg&w
Da Minecraft ai Pokémon, da Gta a Tetris. Sessant’anni di videogiochi in una classifica
Guarda la foto e indovina sulla mappa dove è stata scattata #newsgame
L’illusione dell’ombra della scacchiera di Adelson
The budget game, nei panni del premier britannico
Scrivi il tuo nome con le immagini satellitari #MathGamesAndWeirdThings