E’ stato presentato subito come l’assistente digitale capace non solo di rispondere, ma di agire, anticipare, e imparare da sé. Si chiama Moltbot, ed è il nuovo protagonista della scena AI che nelle ultime settimane sta infiammando i forum di X, Discord e Reddit. Nato come Clawdbot, e ribattezzato dopo una disputa legale con Anthropic per la somiglianza con il nome Claude, questo agente intelligente promette di trasformare la nostra quotidianità digitale in modo radicale.
Sviluppato dall’austriaco Peter Steinberger, già creatore di PSPDFKit, Moltbot è un software open source che gira localmente sul computer dell’utente e si sincronizza tra dispositivi diversi. Non serve aprire un’app: basta scrivergli su WhatsApp o Telegram come fosse un contatto. La differenza rispetto ai chatbot tradizionali – ChatGPT, Claude o Gemini – è che Moltbot ricorda, impara e agisce.
Ha una memoria persistente delle nostre preferenze, una proattività che gli consente di suggerire azioni o ricordare scadenze prima ancora che le chiediamo, e soprattutto un accesso diretto al sistema operativo: può inviare email, gestire file, controllare app e persino scrivere codice per creare nuovi strumenti.
Non mancano però i rischi. La sua potenza – e il fatto che molti utenti lo configurino in modo superficiale – apre a problemi di sicurezza (chiavi API esposte, prompt injection) e a un fenomeno più sottile ma preoccupante: la dipendenza cognitiva.
E qui entra in gioco Ascanio.
Per capire cosa significa tutto questo — cosa distingue un agente AI da un chatbot, come funziona la sua memoria, e fino a che punto possiamo fidarci — nella nuova puntata di Ascanio condotto da Luca Tremolada e Andrea Gianotti esplorano il mondo degli agenti intelligenti.
Cosa è Ascanio? E’ un format video di Info Data dove si discute a ruota libera di giornalismo, attualità e dati rigorosamente senza una scaletta. Buona visione.
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