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Italia: la ricchezza prodotta dagli stranieri? Il 9% del Pil nazionale

Hanno prodotto quasi 131 miliardi di ricchezza, con un contributo vicino al 9% del Pil nazionale, pagato oltre 7 miliardi di Irpef e versato contributi previdenziali per altri 11 miliardi. Sono i 2,4 milioni di immigrati che lavorano da regolari in Italia. Nel 2016 sono poco più di cinque milioni gli immigrati con lo status di “regolare”, dato in crescita di un decimo di punto rispetto all’anno precedente.
Metà del contributo al Pil arriva dal settore dei servizi, oltre 26 miliardi di ricchezza provengono dal manifatturiero; seguono le costruzioni e il commercio, rispettivamente con quasi 12,2 e 11,6 miliardi. Il peso di alberghi e ristoranti sfiora i 10 miliardi e l’agricoltura si ferma a circa 5,5 miliardi. Quasi un lavoratore con cittadinanza non italiana su due svolge una attività che rientra nell’ambito dei servizi e il 17,5% è impiegato nella manifattura. Per finire, i settori dell’ospitalità e ristorazione, l’edilizia e il commercio: ognuno assorbe circa il 10% degli occupati immigrati. Ultima l’agricoltura. In poco più di un terzo dei casi viene svolto un lavoro manuale e non qualificato.

Ultimi commenti
  • Luca Tremolada |

    Tutti questi dati sono i principali risultati del settimo Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione, realizzato dalla Fondazione Leone Moressa e che sarà presentato mercoledì alla Farnesina.

  • Enrico Pascolo |

    Dunque ! Secondo questo peracottaro, gli immigrati regolari, che sono 2,4 milioni, avrebbero prodotto 131 miliardi di reddito, cioè 54,583 euro procapite.
    In compenso, a fronte di questa inusitata ricchezza, di cui ben pochi italiani possono beneficiare, versano imposte pari a 2916 euro pro capite (aliquota media 5.3%).
    Delle difficoltà finanziarie del Sole 24 ORE eravamo stati messi al corrente, ma che andassero a cercare i redattori tra i trombati in aritmetica ci era sfuggito.

  • Noreddine |

    Francesco Romani ciao, i stranieri lavorano in condizione pessimi e di maltrattamenti fisici e psicologici che tu nemmeno immagini e questo te lo posso confermare da straniero che vivi in Italia da più 24 anni.
    Le manssione svolti da loro voi l snobbate su lavoro anzi quel tipo di lavoro non lo fatti visto e considerato che un piatto di pasta,uno sprizz, e un letto per dormir ce l’avete garantito.
    Certo dopo avere pagato l’affitto o il mutuo, mandato i figli a scuola ,lo straniero cerca di risparmiare per poter visitare casa sua e trovarsi con i soui affetti genitori zii,cugine ed amici , e per farlo ha bisogno di portare euro a casa, questi soldi tornano sempre alla fonte per lo stato dello straniero le usa per pagare una parte dello importazione dal vostro paese e quindi ve da sa lavorare alla vostra economia.
    Certo che sì se no ci fosse lo stranjero, l’italiano sarà ben felice di coprire quel 9℅del PIL italiano ma uale costo di lavoro, perché in tale caso ti assicuro che un operaio costerebbe e guadagnerebbe più di 35 euro a l’ ora è l’ operaio sarebbe più ricco del datore di lavoro visto la penuria della forza lavoro.
    Infine il darò del 9℅ e truccato e ti dico perché perché uno lo straniero vieni assunto e licenziato facilmente. E si fosse più tutelato resterebbero di più a lavorare e contribuebbero di più.
    Le imprese straniere sono molto di.piu di quelli dichiarati. Tanti prese che lavorano in subappalto non sono conteggiate.
    Un altro fenomeno e quello del lavoro nero che quasi la totalità dei stranieri senza documenti e da anni in Italia lavorano in nero e portano a casa più di 15000 euro a l’:anno e non possono concorre a PIL del.paese il che grave per un economia come l’Italia, perché questo non fa che aumentare il capolarato, lo sfruttmanrto, e il giro dei soldi in nero.
    Secondo lwie stime e dico sono solo stime i stranieri contribuiscono al PIL in ordine del 18℅ e se prendiamo il ritorno delle ordinativi da loro paese possiamo arrivare anche al 25℅ e questo non è un scherzo
    Torno sempre a dire che lo straniero è la salvezza del Italia. E non la Fiat che andata in holanda come residenza fiscale, e aprodurre in Romania.
    Dovete svegliarvi e capire che dovete essere solidale con lo straniero è con lui dovette lottare per una nuova redistribuzione della ricchezza nazionale.

  • Mauro Rizzi |

    Un osservazione: nell’articolo non si fa alcuna distinzione tra provenienze, ma nella tabella a destra si legge chiaramente che nella statistica sono compresi molti cittadini UE (germania/francia) + svizzera. Si tratta quasi sicuramente di lavoratori qualificati poco paragonabili a quelli di altre provenienze. Tecnicamente, poi, I cittadini provenienti dall’UE non si possono nemmeno definire “immigrati”.
    E infatti ad una prima lettura stupisce che 2,4 milioni di lavoratori produca quasi il 10% del Pil italiano, se non si considera che una buona parte di questi è ad alta qualifica. quindi ad alto valore aggiunto.
    Se il fine è quello di stimare il contributo dell’immigrazione, una suddivisione più corretta dovrebbe tenere conto della provenienza, distinguendo quanto meno tra UE ed extra UE.

  • Francesco Romano |

    Mi chiedo quanta parte di questa ricchezza viene trasferita nei paesi di origine, sotto forma di rimesse dei migranti , impoverendo dunque il capitale circolante per finanziare i consumi.
    E se non ci fossero i migranti (e stiamo certamente parlando della buona immigrazione vale a dire quella che contribuisce ad accrescere il PIL dell’ Italia) siamo proprio sicuri che i tanti italiani non contribuirebbero almeno in ugual modo?

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