Venerdì 13 giugno Washington ha premuto un interruttore Anthropic ha sospeso l’accesso ai suoi due modelli di IA più potenti, Fable 5 e Mythos 5, per conformarsi a una direttiva del governo americano che cita la “sicurezza nazionale”, a soli tre giorni dal loro lancio commerciale.
L’ordine è arrivato nell’ambito delle norme sul controllo delle esportazioni: stop all’utilizzo dei modelli da parte di qualsiasi cittadino straniero, dentro e fuori gli Stati Uniti. Compresi i dipendenti non americani della stessa Anthropic. La motivazione ufficiale sembra quasi un dettaglio tecnico. Un possibile jailbreak. In gergo, una tecnica che permette di aggirare i guardrail del modello e spingerlo oltre i limiti previsti dai progettisti. Secondo le autorità si tratterebbe di vulnerabilità limitate e già note. Ma è bastato questo per far scattare il blocco.
Ricordiamo che l’amministrazione Trump ha avuto accesso al modello Mythos di frontiera di Anthropic per diverse settimane, e diversi funzionari avevano sollevato preoccupazioni sul suo potenziale utilizzo per sfruttare vulnerabilità di cybersicurezza in infrastrutture critiche, come il sistema finanziario globale. Le agenzie federali stavano sperimentando il modello prima della sua uscita. Tuttavia, l’amministrazione non ha impedito ad Anthropic di distribuire Mythos ai suoi clienti questa settimana. Il presidente Donald Trump ha recentemente firmato un ordine esecutivo che si è fermato prima di concedere al governo i poteri di bloccare il rilascio di un modello, pur istituendo un quadro volontario per varie agenzie per ispezionare i modelli di frontiera prima del loro più ampio lancio. Il combinato disposto di queste scelte solleva qualche perplessità e lascia intuire che sotto potrebbe esserci altro.
Anthropic ha reagito con toni insolitamente diretti. Nel linguaggio ovattato che di solito accompagna i rapporti tra Big Tech e regolatori, la replica suona quasi come uno strappo.
«Non siamo d’accordo sul fatto che la scoperta di un jailbreak potenziale e circoscritto debba essere motivo per richiamare un modello commerciale».
Dietro questa frase c’è una questione più grande. Oggi chiedere a un modello linguistico di essere completamente immune ai jailbreak equivale a pretendere un’automobile incapace di avere incidenti. È un obiettivo teorico, non una condizione industriale. La sicurezza è un processo, non uno stato finale.
Anthropic lo dice apertamente: una protezione assoluta non è strutturalmente possibile per nessun produttore di modelli. Se diventasse il requisito per il rilascio, l’effetto sarebbe semplice. Congelare il mercato dell’intelligenza artificiale generativa.
Poi è arrivata la diplomazia. Scuse per il disservizio, promessa di un rapido ripristino e una definizione che sembra scelta con il bilancino: un «malinteso».
Ma la sensazione è che la vicenda abbia poco a che fare con il codice e molto con il potere.
Lo scontro tra Anthropic e Washington non nasce oggi. Negli ultimi mesi il Pentagono ha inserito la startup tra i soggetti considerati problematici per la sicurezza della catena di approvvigionamento. Una classificazione pesante. Di quelle che normalmente riguardano attori esterni e potenziali avversari strategici. Per gli appaltatori della difesa significa una cosa concreta: certificare di non utilizzare i modelli Claude nelle attività svolte per le forze armate.
Per capire cosa sta accadendo bisogna cambiare lente. Non guardare all’innovazione ma all’export control. Il punto non è una nuova legge sull’intelligenza artificiale. È il regime che gli Stati Uniti usano da decenni per governare le tecnologie considerate sensibili. Chip, supercomputer, componenti militari. E ora anche i modelli di frontiera.
Come spiega Matteo Flora nel suo blog la svolta arriva all’inizio del 2025, quando Washington introduce la classificazione ECCN 4E091. Da quel momento i pesi dei modelli più avanzati vengono trattati come beni a duplice uso. In pratica il software entra nella stessa corsia normativa di molte tecnologie strategiche.
È un cambio di paradigma. Per anni il codice è stato visto come conoscenza. Oggi viene trattato sempre più come infrastruttura geopolitica.
Quando una tecnologia entra nel perimetro dell’export control cambia anche il campo da gioco. Le decisioni non passano più dal dibattito parlamentare o dalle consultazioni pubbliche. Finiscono dentro l’ecosistema della sicurezza nazionale, un territorio dove la discrezionalità dell’esecutivo è molto ampia e il controllo esterno limitato. Per questo il provvedimento di ieri 12 giugno è interessante. Il governo americano non ha aperto una consultazione, non ha pubblicato nuove linee guida e non ha imposto standard tecnici verificabili. Ha scelto la via più diretta: intervenire sull’infrastruttura e ordinare che il codice venisse spento. È una forma di regolazione diversa da quelle a cui siamo abituati. Non passa dalle leggi. Passa dagli interruttori. E quando la tecnologia diventa una questione di interruttori, il tema non è più soltanto l’innovazione. È la sovranità.
Ps. La nuova direttiva democristiana di Trump sull’Ai era piaciuto moltissimo a Anthropic. Ora è acqua passata.
Cosa è Ai Stories? Storie lunghe su fatti, accadimenti e personaggi della rivoluzione Ai Gen.
Per approfondire.
La nuova strategia di Trump sull’intelligenza artificiale piace ad Anthropic
Perché i modelli di Ai hanno bisogno di “guardrails” e di “regole” di comportamento?
Anthropic scrive la morale delle macchine. E chiede a Claude di essere più umano degli umani
Come cambia la ricerca di informazioni sul web nell’era dei chatbot? #Ai Stories
