Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
scienze

L’universo continua ad accelerare. Un errore nelle supernove salva il modello cosmologico

Per qualche mese è sembrato che uno dei pilastri della cosmologia moderna potesse vacillare. Nel 2025 uno studio aveva suggerito che l’espansione dell’universo non stesse accelerando come previsto, ma che il fenomeno osservato potesse essere il risultato di una stima errata della luminosità delle supernovae di tipo Ia, gli strumenti utilizzati dagli astronomi per misurare le distanze cosmiche.

 

Ora una nuova analisi pubblicata sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society rimette le cose al loro posto. Il lavoro, guidato dall’Università di Southampton e firmato anche dai premi Nobel per la Fisica Adam Riess e Brian Schmidt, identifica un errore nel metodo utilizzato per stimare l’età delle stelle progenitrici delle supernovae. Una correzione che basta a far scomparire il presunto rallentamento dell’espansione cosmica.

La questione riguarda uno degli strumenti più importanti dell’astronomia osservativa: le supernovae di tipo Ia. Queste esplosioni stellari, generate da nane bianche che raggiungono una massa critica, presentano curve di luminosità molto simili tra loro. Per questo vengono utilizzate come “candele standard”, ossia oggetti di luminosità nota che permettono di calcolare la distanza delle galassie e quindi ricostruire la storia dell’espansione dell’universo.

Nel 1998 proprio l’osservazione di queste supernovae portò alla scoperta che l’espansione cosmica non sta rallentando sotto l’effetto della gravità, ma accelera. Una scoperta che valse il Nobel a Riess, Schmidt e Saul Perlmutter nel 2011 e che introdusse uno dei più grandi enigmi della fisica contemporanea: l’energia oscura.

Lo studio pubblicato nel 2025 aveva proposto una spiegazione alternativa. Secondo gli autori, la luminosità delle supernovae di tipo Ia potrebbe cambiare nel corso della storia cosmica a causa dell’evoluzione delle popolazioni stellari. Se fosse vero, le distanze misurate negli ultimi decenni risulterebbero distorte e l’accelerazione dell’universo potrebbe essere solo apparente.

La nuova ricerca mostra però che quella conclusione dipendeva da una stima non corretta dell’età delle stelle coinvolte. Correggendo il modello, le differenze osservate nelle supernovae si riducono e i dati tornano compatibili con il quadro cosmologico standard.

In altre parole, le misurazioni che hanno portato alla scoperta dell’accelerazione cosmica restano valide. L’universo continua ad espandersi a un ritmo crescente e l’energia oscura rimane la spiegazione più coerente con le osservazioni disponibili.

La vicenda rappresenta un buon esempio di come funziona il metodo scientifico. Un risultato inatteso mette in discussione una teoria consolidata, altri gruppi indipendenti verificano dati e ipotesi, eventuali errori vengono identificati e il modello viene confermato oppure modificato. Come ha osservato Adam Riess, «affermazioni straordinarie richiedono verifiche particolarmente accurate».

La crisi, dunque, è rientrata. Ma il problema principale resta aperto.

Per approfondire. 

Cosa è successo dall’inizio dell’universo? 

Come si misura la vita, l’età dell’Universo e il tempo? In un video

SPHEREx, il grande censimento dell’universo: 102 colori per contare il cosmo