Record degli astronauti di Artemis II, che hanno battuto il record della missione Apollo 13 del 1970 di massima distanza dalla terra. I tre americani Christina Koch, Victor Glover e Reid Wiseman, e il canadese Jeremy Hansen si sono spinti oltre 400.171 chilometri nello spazio, ha annunciato la Nasa. L’Apollo 13 56 anni fa aveva raggiunto quel punto dopo aver dovuto cambiare traiettoria a seguito di un’esplosione di un serbatoio di ossigeno in volo, con gli astronauti che avevano pronunciato la famosa frase “Houston, abbiamo un problema”
E’ stato il giorno della Luna, il più atteso della missione Artemis II, con il superamento del record della massima distanza dalla Terra mai raggiunta da un veicolo spaziale con un equipaggio: il passaggio ravvicinato alla superficie lunare e l’osservazione diretta del lato nascosto della Luna. Sulla navetta Orion, gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno già conquistato il primo record, battendo il primato della massima distanza dalla Terra finora detenuto dall’equipaggio della missione Apollo 13, quando nell’aprile 1970 aveva raggiunto 400.171 chilometri dal nostro pianeta durante il suo rientro d’emergenza.
Le cronaca.
Pochi istanti dopo aver battuto il record di Apollo 13, gli astronauti hanno chiesto il permesso di dare un nome a due nuovi crateri lunari che avevano appena osservato. Hanno proposto Integrity, il nome della loro capsula, e Carroll, in onore della defunta moglie del comandante Reid Wiseman, morta di cancro nel 2020. Wiseman si è commosso fino alle lacrime mentre Hansen avanzava la richiesta al Controllo Missione, e tutti e quattro gli astronauti si sono abbracciati piangendo.
Con loro hanno portato l’emblema in seta di Apollo 8 che accompagnò Lovell sulla Luna, mostrandolo poco prima del sorvolo decisivo.
Artemis II sta utilizzando la stessa manovra impiegata da Apollo 13 dopo l’esplosione del serbatoio di ossigeno che portò al celebre “Houston, abbiamo avuto un problema” e cancellò ogni speranza di allunaggio. Conosciuta come traiettoria lunare di ritorno libero, questa rotta senza atterraggio sfrutta la gravità della Terra e della Luna, riducendo il fabbisogno di carburante. È una sorta di otto celeste che riporterà gli astronauti verso casa una volta riemersi da dietro la Luna nella serata di lunedì.
La velocità prevista nel punto di massimo avvicinamento alla Luna: 3.139 miglia orarie (5.052 chilometri orari).
In cima alla lista degli obiettivi scientifici c’è il bacino Orientale, un vasto bacino da impatto con tre anelli concentrici, il più esterno dei quali si estende per quasi 600 miglia (950 chilometri).
Tra gli altri obiettivi di osservazione ci sono i siti di allunaggio di Apollo 12 e Apollo 14, rispettivamente del 1969 e del 1971, così come i margini della regione del polo sud, l’area preferita per i futuri sbarchi. Più in là, saranno visibili anche Mercurio, Venere, Marte e Saturno, oltre naturalmente alla Terra.
Per approfondire.
Cinque immagini della missione Artemis II. Le più belle finora
Il sito della Nasa che segue le missione Artemis II