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tecnologia

Cosa cambia con il Data Act per imprese, Pmi, cittadini e Pa? Molto ed è una buona notizia

La Commissione europea ha proposto oggi a Bruxelles un nuovo regolamento (“Data Act”) che introduce norme armonizzate su chi può utilizzare i dati generati nell’Ue da consumatori e imprese in tutti i settori economici, chi può accedervi, e per quali scopi. Come spiega il Sole 24 Ore l’obiettivo è garantire equità nell’ambiente digitale, stimolare un mercato dei dati competitivo, aprire opportunità per l’innovazione basata sui dati e rendere i dati più accessibili per tutti.

La legge che trovate qui in sostanza  intende eliminare gli ostacoli all’accesso ai dati per operatori pubblici e privati, preservando nel contempo gli incentivi a investire nella generazione di dati mediante la garanzia di un controllo equilibrato sui dati per i creatori. E lo diciamo subita è una buona notizia. E sì riguarderanno i fornitori di cloud computing e quindi Amazon, Ibm, Google, Oracle ecc ecc.

Cosa cambia per le aziende e i cittadini? 

Quando si acquista un prodotto “tradizionale”, si comprano tutte le parti e gli accessori di tale prodotto. Tuttavia, quando si acquista un prodotto connesso (ad esempio un elettrodomestico intelligente o una macchina industriale intelligente) che genera dati, spesso non è chiaro chi possa fare cosa con i dati, oppure il contratto può prevedere che tutti i dati generati siano raccolti e utilizzati unicamente dal fabbricante.

La legge sui dati, si legge sul sito della Commissione europea, darà alle persone fisiche e alle imprese un maggiore controllo sui loro dati attraverso un diritto rafforzato di portabilità dei dati, che permetterà di copiare o trasferire facilmente tra diversi servizi i dati generati grazie a oggetti, macchine e dispositivi intelligenti. Ad esempio, il proprietario di un veicolo o di una macchina potrebbe decidere di condividere i dati generati attraverso il loro uso con la propria compagnia di assicurazioni. L’aggregazione dei dati di più utenti potrebbe anche contribuire allo sviluppo o al miglioramento di altri servizi digitali, ad esempio per quanto riguarda il traffico o le zone ad alto rischio di incidenti. Per esempio, la disponibilità di dati sul funzionamento delle apparecchiature industriali consentirà inoltre alle fabbriche, alle aziende agricole o alle imprese di costruzione di ottimizzare la gestione dei cicli produttivi, delle linee di produzione della catena di approvvigionamento anche sulla base dell’apprendimento automatico.

Quali sono i benefici per le Pmi?

Le piccole e medie aziende avranno maggiore potere negoziale nei confronti dei fornitori di cloud e di servizi. Secondo la Commissione,  le Pmi saranno ora tutelate dalle clausole contrattuali abusive grazie a un elenco di clausole contrattuali imposte unilateralmente che si presumeranno abusive o saranno considerate tali. Le clausole che non superano questo “test di abusività” non saranno vincolanti per le PMI, ad esempio la clausola secondo cui una società può interpretare unilateralmente le clausole del contratto. A tale riguardo la Commissione elaborerà e raccomanderà clausole contrattuali tipo non vincolanti, che aiuteranno le Pmi a negoziare accordi di condivisione dei dati più equi ed equilibrati con imprese che godono di una posizione negoziale notevolmente più forte. Un gruppo di esperti indipendenti sulla condivisione dei dati tra imprese (B2B) e sui contratti cloud assisterà la Commissione in questo compito.

Quali sono i benefici per le pubbliche amministrazioni?

In particolari casi di emergenza, le aziende dovranno fornire dati alla Pa a certe condizioni. La legge sui dati mira a sbloccare il valore dei dati delle imprese private in situazioni eccezionali di grande interesse pubblico, ad esempio in caso di inondazioni o incendi boschivi. Gli attuali meccanismi di accesso ai dati da parte del settore pubblico sono inesistenti o inefficienti in situazioni di emergenza pubblica. Le nuove norme prevedono l’obbligo per le imprese di fornire determinati dati a certe condizioni fondamentali (che le imprese possono far valere in caso di abuso). I dati necessari per far fronte a un’emergenza pubblica saranno forniti gratuitamente. In altre situazioni: per prevenire una situazione di emergenza pubblica o favorire la ripresa dalla stessa, oppure per adempiere un mandato di interesse pubblico previsto dalla legge, il titolare dei dati può chiedere una compensazione.

A proposito del cloud…

Secondo la Commissione sarà più facile trasferire da un fornitore all’altro dati e applicazioni (da archivi fotografici privati fino all’intera amministrazione di un’impresa) senza alcun costo, grazie ai nuovi obblighi contrattuali che la proposta introduce per i fornitori di servizi cloud e a un nuovo quadro di normazione per l’interoperabilità dei dati e del cloud. A tale riguardo la legge sui dati si baserà sui punti di forza delle organizzazioni europee di normazione e di altri soggetti interessati sul mercato. Inoltre, intende introdurre garanzie obbligatorie per proteggere i dati contenuti nelle infrastrutture cloud nell’Ue. L’obiettivo qui sembra esplicitamente quello di favore un cloud europeo. 

A proposito di Alexa, Google home e tutti gli oggetti connessi 

Qualcosa cambierà anche per la smart home. Nel contesto degli oggetti connessi, i fabbricanti hanno sviluppato modelli commerciali basati su funzioni intelligenti che normalmente generano dati. In molti casi tali dati sono attualmente bloccati, il fabbricante può tracciare l’uso dell’oggetto e offrire servizi di riparazione e manutenzione addirittura prima che si verifichi un problema. La legge sui dati consentirà agli utenti di tali oggetti di accedere ai dati. Ciò favorirà lo sviluppo di una più ampia gamma di servizi da parte di soggetti terzi con cui l’utente accetta di condividere i dati, normalmente a prezzi più ridotti o con una migliore qualità.

 

A proposito di dati è una rubrica di Info Data per segnalare novità e nuove policy sui dati sia in ambito pubblico che privato. Se avete segnalazioni scriveteci infodata@ilsole24ore.com