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cronaca

Vaccini Covid, chi ha mantenuto le promesse sulle donazioni

In testa c’è la Norvegia: ha donato il 98 per cento delle dosi promesse ai Paesi con più difficoltà di accesso alle dosi. Sono i dati del programma Covax, l’iniziativa internazionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e altri partner per garantire equo accesso ai vaccini contro il Covid nelle aree del Mondo a basso e medio reddito.

 

Uno strumento importante di solidarietà internazionale, pensato per sostenere la campagna di profilassi dei Paesi con meno dosi a disposizione. È il caso delle nazioni africane, dove le vaccinazioni contro il Covid sono ancora molto indietro rispetto al Nord del mondo. L’obiettivo: affrontare la pandemia su scala globale, con gli Stati più ricchi che redistribuiscono parte delle scorte a quelli più indietro con le forniture. Ma non tutti hanno aderito in maniera omogenea.
L’Italia?
È tra i Paesi che più ha mantenuto le promesse: il 97,6 per cento delle dosi impegnate sono già state donate al programma Covax, o spedite da quest’ultimo. Durante la sessione conclusiva del Global Covid 19 Summit, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato che l’Italia avrebbe redistribuito 45 milioni di dosi ai Paesi più poveri entro il 2021. Triplicando, di fatto, l’impegno iniziale di 15 milioni di dosi: «Sono lieto di annunciare che siamo pronti a triplicare i nostri sforzi», ha detto in quell’occasione il premier. «Doneremo 30 milioni di dosi in più entro la fine dell’anno, raggiungendo così i 45 milioni». Tra i Paesi che ne hanno beneficiato ci sono l’Egitto e altre nazioni del Maghreb, Siria, Iran e Iraq Indonesia. Poi Afghanistan, Pakistan, Vietnam e Indonesia. Tuttavia, soltanto il 28 per cento dei vaccini donati a Covax è già arrivato a destinazione.
Le donazioni complessive dell’Italia sono maggiori di quelle dell’Olanda e poco sotto a quelle del Canada, che ha annunciato la redistribuzione di 51 milioni di vaccini.
I dati Covax riorganizzati da Our World in Data distinguono le donazioni in vaccini consegnati, spediti o solo promessi al programma. In termini assoluti, l’Unione Europea ha condiviso il maggior numero di vaccini: quasi 300 milioni in tutto, il 65 per cento di quelli impegnati. Ma solo 60 milioni di questi sono già in possesso dei Paesi beneficiari. Un risultato migliore di quello degli Stati Uniti, che hanno donato circa 193 milioni di dosi. Di queste, 140 milioni sono arrivate a destinazione. In percentuale, si tratta di appena il 16 per cento degli oltre 860 milioni di vaccini che gli Usa si sono impegnati a redistribuire, attingendo alle proprie scorte. Altri 53 milioni sono già in possesso del programma Covax ma non ancora inviati: il 6 per cento, sul totale dei vaccini promessi.
Al Global Covid-19 Summit di settembre 2021, il presidente Usa Joe Biden aveva annunciato donazioni per altri 500 milioni di dosi, portando il Paese al primo posto per numero dosi da donare.
Stando ai numeri, più di tre quarti dei vaccini che gli Stati Uniti hanno promesso non sono stati ancora inviati, rendendo evidente che c’è ancora del lavoro da fare per adempiere alle promesse.