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cronaca

Con Vizatellum puoi creare il “tuo” parlamento

Creare il proprio parlamento sulla base dei temi che si ritengono prioritari e sul modo in cui si vogliono affrontare i problemi giudicati come più urgenti da affrontare. A pochi giorni dal voto Viz&Chips, startup torinese attiva nell’editoria digitale, ha lanciato Vizatellum, un newsgame che permette di scegliere non tanto i partiti, quanto i programmi.

Un modo, insomma, per consentire agli elettori di orientarsi all’interno della campagna elettorale, concentrandosi sulle quattro coalizioni che hanno le maggiori possibilità di superare la soglia del 3%: centrodestra e centrosinistra, quindi, oltre che M5S e LeU. Il funzionamento è molto semplice: il primo passo consente nello scegliere cinque tematiche tra le dieci proposte. Si va dall’ambiente alla giustizia, dalla sanità alle tasse, dall’immigrazione al lavoro. Passando per istruzione, made in Italy, pensioni ed Europa.

 

Dopodiché, per ciascuno dei cinque argomenti selezionati, bisognerà rispondere ad una domanda. Ovvero spiegare, scegliendo tra le quattro soluzioni proposte (ovviamente una per coalizione) quella ritenuta vincente. Alla fine il risultato è il parlamento ideale di ciascun elettore. Quello cioè in cui i partiti hanno percentuali che rispecchiano le convinzioni di chi ha partecipato al gioco.

 

«L’intento è quello di spostare l’attenzione dalla propaganda alla concretezza delle proposte», spiega Silvio Pili, uno degli ideatori, «una concretezza che è fatta non solo di parametri e misure oggettive, ma anche di realistiche possibilità di ottenere una maggioranza in grado di discutere punti essenziali per la vita del Paese in sede democratica». Non solo: Vizatellum ha finito per mettere in evidenza lacune e criticità dei programmi elettorali.

 

«Alcuni temi affrontati di frequente sui media non trovano riscontri effettivi nei programmi, come succede ad esempio per i vaccini», commenta la project manager di Viz&Chips Barbara D’Amico, «su altri, come l’immigrazione, la posizione da tenere rispetto all’Europa e persino l’ambiente, una stessa coalizione può avere posizioni completamente opposte al proprio interno, tanto da rendere verosimile uno scenario in cui forze unite nella campagna elettorale finiranno per separarsi poi una volta in aula». Questo, però, lo si vedrà a partire da lunedì prossimo. Intanto ciascuno può “giocare” a costruire il proprio parlamento ideale.