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cronaca

Ghiaccio artico, minimo a 4,6 milioni di km²: cosa raccontano i dati del 2026

Il 12 settembre 2026 il ghiaccio marino artico ha raggiunto il minimo annuale: 4,6 milioni di chilometri quadrati. Secondo NASA e National Snow and Ice Data Center (NSIDC), è il decimo valore più basso della serie satellitare, a pari merito con 2008, 2010 e 2025. Rispetto alla media dei minimi del periodo 1981-2010 mancano 1,62 milioni di chilometri quadrati, una superficie paragonabile all’Alaska.

Il dato acquista significato nella sequenza storica: i venti minimi più bassi coincidono con le ultime venti estati, dal 2007 al 2026. Il record resta quello del 2012, con 3,39 milioni di chilometri quadrati. Nel periodo 1979-2026, la tendenza dei minimi indica una diminuzione dell’11,8% per decennio rispetto alla media 1981-2010.

Come si misura? La NASA spiega che i satelliti utilizzano sensori passivi a microonde: rilevano l’energia emessa naturalmente dalla superficie e distinguono il ghiaccio dall’acqua libera, anche attraverso le nuvole. Le osservazioni continue cominciano alla fine del 1978. L’indicatore descrive l’estensione della banchisa; per conoscerne il volume serve anche misurarne lo spessore.

Occorre però distinguere le scale temporali. Negli ultimi due decenni il minimo di settembre non mostra un calo statisticamente significativo, precisa il NSIDC. È una stabilizzazione su livelli molto bassi, mentre le condizioni meteorologiche contribuiscono alle oscillazioni annuali. Intanto, ricorda la NASA, il ghiaccio rimasto è più giovane e sottile: diminuisce quello che sopravvive alle estati e prevale quello formatosi nell’ultimo inverno.

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