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tecnologia

Abbiamo testato Claude Opus 5 per mappare gli incendi in Francia e Spagna

Una mappa a punti che mostra i luoghi degli incendi in Francia e Spagna. Ogni punto rappresenta un incendio ed è dimensionato sulla quantità di ettari andati a fuoco
Su richiesta dei governi francese e spagnolo, Copernicus, l’agenzia europea che usa i dati satellitari per studiare il cambiamento climatico, ha iniziato a monitorare gli incendi che, nell’ultima settimana, stanno colpendo i due paesi. Arrivando a minacciare una città come Bordeaux.

Per ciascuno dei fenomeni monitorati, vengono rilasciati in formato aperto gli shapefile, ovvero file che consentono di disegnare l’area distrutta dall’incendio e il fronte del fuoco su una mappa, ma anche un più classico foglio di calcolo. Documento, quest’ultimo, che contiene informazioni relative alle infrastrutture danneggiate e alla destinazione d’uso del terreno distrutto dalle fiamme.

InfoData ha deciso di utilizzare questi dati per mettere alla prova Claude Opus 5, la nuova versione del modello più potente di Anthropic tra quelli disponibili in abbonamento. Il punto di partenza è stato la richiesta di creare un artefatto, nello specifico di un file html da embeddare su GitHub per la condivisione sul sito di InfoData. Uno strumento interattivo che mostrasse innanzitutto la mappa dei cinque incendi monitorati, come punti dimensionati rispetto alla quantità di terreno bruciato, ciascuno cliccabile per rimandare al singolo evento.

Aperto il quale, l’artefatto avrebbe dovuto mostrare la mappa del terreno bruciato e del fronte del fuoco. Oltre a informazioni legate alla dimensione dell’area bruciata, del fronte del fuoco e del numero di persone che vivono all’interno del territorio colpito. Ancora, specificare cosa è bruciato, quanti edifici sono stati raggiunti dalle fiamme, quali infrastrutture sono state interessate dagli incendi.

Inizialmente la richiesta ha coinvolto solo i dati relativi a due dei cinque incendi, con l’obiettivo di realizzare un prototipo. Perfezionato il quale sono stati aggiunte le informazioni relative agli altri tre. Il problema principale ha riguardato le dimensioni dell’artefatto. Gli shapefile scaricati dal portale Copernicus arrivano in un formato che pesa decine di megabyte, perché segue il contorno di ogni singolo pixel satellitare, del tutto improponibile per una pagina web.

Claude Opus 5 ha impostato una pipeline di alleggerimento con lo strumento open source mapshaper, calibrando soglie diverse di semplificazione a seconda dell’estensione di ciascun incendio (tolleranza tra 8 e 25 metri, scartando i frammenti sotto un quarto di ettaro) e ha scelto di caricare i poligoni solo al clic sul cerchio corrispondente e non al caricamento della pagina. In questo modo, chi apre la mappa senza interagire scarica solo pochi kilobyte invece di decine di megabyte per ciascun incendio.

La prima versione funzionante è insomma arrivata rapidamente, ma è servita più di una iterazione sui dettagli che hanno portato alla versione pubblicata.  Inoltre, non tutto è stato lineare: per l’incendio di Plana Baixa (EMSR905), Copernicus non aveva ancora diffuso al momento della costruzione della mappa la tabella completa delle conseguenze. Motivo per cui di questo incendio mancano i dati relativi a popolazione esposta, edifici ed uso del suolo. Claude Opus 5 non ha provato a colmare il vuoto con stime proprie: ha segnalato il dato mancante nella scheda della mappa e nella documentazione del progetto, lasciando esplicito che quella voce andrà completata appena Copernicus pubblicherà i numeri.

L’intera operazione ha richiesto circa tre ore di lavoro, occupando solo un terzo della finestra di contesto. E, soprattutto, meno dell’80% del limite di utilizzo di cinque ore. Alla prima conversazione della giornata con il modello, infatti, Claude fissa un limite di token consumabili nelle successive cinque ore. Se vengono terminati, bisogna appunto attendere che queste cinque ore trascorrano prima di poter continuare a lavorare. Ma nel caso della mappa degli incendi, non è stato necessario. Per visualizzare il risultato di questa conversazione si può cliccare qui oppure sulla mappa che apre questo pezzo.

Per approfondire.

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