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Violenza dei coloni: a marzo il numero di vittime più alto in 10 anni. Ecco i dati ACLED

Mentre gli occhi sono puntati su Iran e Libano, la violenza dei coloni israeliani nei confronti dei palestinesi sta aumentando. Nel mese di marzo, sono stati uccisi 8 palestinesi a causa delle azioni perpetrate dai coloni israeliani: in 10 anni di dati questo numero era stato raggiunto solamente a ottobre 2023, successivamente all’attacco terroristico di Hamas sui civili israeliani.

ACLED ha iniziato a raccogliere i dati sulla Palestina nel 2016 e il numero di vittime mensili raggiunte a ottobre 2023 e a marzo 2026 segnano i picchi della violenza dei coloni israeliani sui civili palestinesi che vivono nel West Bank. Dal primo marzo 2023 al 23 marzo 2023 sette civili palestinesi sono stati colpiti e uccisi dai proiettili esplosi dai coloni israeliani, mentre un altro palestinese è morto in conseguenza all’aspirazione del gas lanciato dalle Forze di Difesa Israeliane in seguito a una delle sparatorie, per disperdere la folla.

La situazione è degenerata a causa del sempre maggiore isolamento delle comunità palestinesi in vicinanza agli insediamenti e agli avamposti dei coloni israeliani, che sfruttano le restrizioni alla circolazione e i blocchi agli accessi dei villaggi. Il 21 e il 22 marzo, in seguito alla morte di un colono adolescente, investito sul suo quad da un camion di proprietà di un palestinese, le violenze sono esplose in 29 siti diversi, causando feriti e case, auto e proprietà bruciate o vandalizzate.

Nel frattempo il governo israeliano sta accelerando il processo di legalizzazione degli avamposti: in un solo giorno, il 25 marzo, sono stati autorizzati 30 avamposti illegali. Spesso, a capo di ciascun insediamento ci sono coloni spinti da forti motivazioni ideologiche e violente, con intenzioni dichiarate di estendere il proprio controllo sul resto del territorio. I coloni israeliani sono quindi appoggiati e motivati anche dalle azioni annunciate all’interno dei palazzi di potere israeliani, tra funzionari che hanno individuato nel 7 ottobre un’opportunità per guadagnare territorio e controllo in Cisgiordania e ministri delle finanze che hanno suggerito lo smantellamento dell’Autorità Palestinese.

Il numero di vittime palestinese è quanto più lontano da una situazione costante, bensì registra quasi ogni giorno nuove vittime, che fanno aumentare il conteggio finale di morti palestinesi. Considerando i dati dal primo gennaio 2025 al 30 marzo 2026, i primi giorni dell’anno sembrano quelli più intensi, ma successivamente allo scoppio della guerra in Iran sembra che le vittime stiano ricominciando a salire; quanto l’effetto sia da attribuire al caso o al conflitto tra Washington e Teheran è difficile da stabilire, ma come visto nel grafico precedente le vittime esclusivamente attribuibili alle violenze dei coloni sembra essere aumentato successivamente al 28 febbraio e si potrebbe pensare che anche le morti causate dai soldati israeliani non siano da meno. Considerando il periodo dal primo gennaio 2024 al 24 gennaio 2025, secondo ACLED, sono stati registrati più di 1000 attacchi nei confronti della popolazione civile palestinese, i quali hanno provocato la morte di 72 persone.

Gli attacchi sono stati principalmente opera dell’Esercito israeliano, dei coloni israeliani, di gruppi armati palestinesi o delle brigate di al-Aqsa.

La popolazione civile della Cisgiordania sembra aver avuto ripercussioni dirette dallo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran: gli insediamenti e gli avamposti dei coloni israeliani sono aumentati e la velocità con cui il governo israeliano li approva sembra suggerire l’appoggio di Tel Aviv alla violenza dei coloni. Il numero di vittime causate dalle efferatezze dei coloni israeliani ha provocato 8 morti nel mese di marzo 2026, raggiungendo il picco mensile di vittime palestinesi nel West Bank in conseguenza dei loro attacchi, eguagliando il periodo immediatamente successivo all’atroce attacco di Hamas.

 

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