Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Artemis II, la foto più attesa: la Terra che “tramonta” dietro l’orizzonte lunare

Dopo lo storico sorvolo lunare del 6 aprile, l’equipaggio di Artemis II si è svegliato e si sta preparando per il viaggio di ritorno sulla Terra. L’equipaggio ha iniziato la giornata a 36.286 miglia dalla Luna e a 236.022 miglia dalla Terra, svegliandosi con le note di “Tokyo Drifting” dei Glass Animals e Denzel Curry. Inizia così l’ultimo post della Nasa che documenta la missione spaziale Artemis 2.

(6 aprile 2026) – Tramonto della Terra ripreso attraverso il finestrino della navicella spaziale Orion alle 18:41 EDT del 6 aprile 2026, durante il sorvolo della Luna da parte dell’equipaggio di Artemis II. Una Terra di un blu tenue con nuvole bianche brillanti tramonta dietro la superficie lunare craterizzata. La parte oscura della Terra sta vivendo la notte. Sul lato illuminato dalla Terra, sono visibili nuvole vorticose sopra la regione dell’Australia e dell’Oceania. In primo piano, il cratere Ohm presenta bordi terrazzati e un fondo piatto interrotto da picchi centrali. I picchi centrali si formano nei crateri complessi quando la superficie lunare, liquefatta dall’impatto, schizza verso l’alto durante la formazione del cratere.
(6 aprile 2026) – Catturata dall’equipaggio di Artemis II durante il sorvolo lunare del 6 aprile 2026, questa immagine mostra la Luna che eclissa completamente il Sole. Dalla prospettiva dell’equipaggio, la Luna appare abbastanza grande da oscurare completamente il Sole, creando quasi 54 minuti di totalità ed estendendo la visuale ben oltre ciò che è possibile dalla Terra. La corona forma un alone luminoso attorno al disco lunare scuro, rivelando dettagli dell’atmosfera esterna del Sole, solitamente nascosti dalla sua luminosità. Sono visibili anche le stelle, in genere troppo deboli per essere viste quando si fotografa la Luna, ma con la Luna al buio le stelle sono facilmente fotografabili. Questo punto di osservazione unico offre sia un’immagine suggestiva sia una preziosa opportunità per gli astronauti di documentare e descrivere la corona durante il ritorno dell’umanità nello spazio profondo. Il debole bagliore del lato visibile della Luna è visibile in questa immagine, illuminato dalla luce riflessa dalla Terra.

La nuova immagine diffusa da NASA mostra un evento che, dal punto di vista terrestre, non possiamo vedere mai: la Terra che “tramonta” dietro l’orizzonte lunare. L’hanno fotografata gli astronauti di Artemis II il 6 aprile, durante il sorvolo della Luna. La missione, partita il 1° aprile, è il primo volo umano nello spazio lunare dai tempi di Apollo e serve a testare Orion in vista del ritorno degli astronauti sulla superficie lunare.

Il nome scelto, Earthset, è quasi un gioco di specchi storico. Nel 1968 Apollo 8 consegnò al Novecento una delle fotografie più celebri di sempre, Earthrise, la Terra che sorge sopra il bordo della Luna. Oggi Artemis II produce l’immagine complementare: non più la Terra che appare, ma la Terra che scompare. È la stessa intuizione visiva, rovesciata. E proprio per questo funziona: ci ricorda che i punti di vista cambiano la realtà più delle dimensioni degli oggetti osservati.

Dal punto di vista scientifico la foto non è soltanto iconica. È anche la prova concreta di una nuova normalità spaziale: gli esseri umani sono tornati abbastanza lontano da osservare il nostro pianeta come un corpo celeste tra gli altri, non come sfondo fisso della vita quotidiana. Artemis II ha portato quattro astronauti attorno alla Luna in una missione di circa dieci giorni, prima tappa del programma che dovrebbe riportare persone a camminare sul suolo lunare nei prossimi anni. La missione è emozionante. Difficile scriverne a mente fredda.

Per approfondire.

Artemis II, il giorno della Luna, battuto il record della missione Apollo: segui la diretta della missione

Cinque immagini della missione Artemis II. Le più belle finora

Il sito della Nasa che segue le missione Artemis II

Il volo Artemis II raccontato con i grafici e le infografiche interattive di Bloomberg e New York Times