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Non tutti i miliardari nascono nello stesso posto

Non tutti i miliardari nascono nello stesso posto: secondo una mappa pubblicata da Visual Capitalist, elaborata su dati Forbes e PlayersTime, New York è la città di nascita più frequente tra i miliardari mondiali con 69 nati, seguita da Mosca con 40 e da Hong Kong con 35.”

Il dato importante è questo: non si guarda a dove vivono oggi, ma a dove sono nati. Ed è una differenza decisiva, perché misura gli ecosistemi che hanno fatto da incubatore iniziale alla ricchezza estrema.

La base dati usata dall’analisi è il database Forbes di fine febbraio 2026. In quel perimetro, i miliardari censiti erano 3.177; di questi, il luogo di nascita era disponibile per 1.647 persone. La mappa di Visual Capitalist mostra solo le città che hanno prodotto almeno 10 miliardari. Questo va detto con chiarezza: non è una fotografia completa dell’intera popolazione dei miliardari, ma del sottoinsieme per cui il dato anagrafico è disponibile.

Perché in cima c’è New York? La risposta breve è che New York è una macchina che combina tre fattori rari nello stesso posto: finanza, immigrazione, densità d’impresa. Wall Street fornisce capitale, la città concentra università, reti professionali e mercati, e la sua economia è da decenni alimentata da una forte componente immigrata. Reuters riportava già che gli immigrati contribuiscono per circa 200 miliardi di dollari l’anno all’economia cittadina e rappresentano una quota molto ampia del lavoro manageriale e professionale: in una città così, il capitale economico e quello umano si incontrano con più frequenza che altrove. È il motivo per cui New York non è solo una città ricca: è una piattaforma di moltiplicazione della ricchezza.

Dopo New York, le successive tre città da cui proviene il maggior numero di miliardari si trovano tutte in Asia: Hong Kong ( 57 ), Singapore ( 30 ) e Mumbai ( 28 ). Molti dei miliardari di queste metropoli hanno costruito le loro fortune negli Stati Uniti, in Cina o in India.

Mosca ha una logica diversa. Se New York è il laboratorio del capitalismo finanziario maturo, Mosca è stata il centro di raccolta del capitalismo post-sovietico. Gran parte delle grandi fortune russe nasce negli anni delle privatizzazioni, della concentrazione di asset industriali, energetici e minerari e della loro successiva riorganizzazione attorno alla capitale. Reuters descrive da anni questo meccanismo: l’ascesa degli oligarchi russi è legata alla trasformazione dell’economia ex sovietica e alla rapida acquisizione di grandi asset nei metalli, nell’energia e nelle materie prime. Ancora nel 2025, Forbes Russia contava 146 miliardari nel Paese, con una ricchezza aggregata di 625,5 miliardi di dollari. In altre parole, Mosca compare in alto non perché replichi il modello New York, ma perché è stata il nodo politico e finanziario dove si è concentrata la creazione delle grandi fortune russe.

Il punto finale è che queste classifiche non misurano il merito individuale, ma la forza dei contesti. Dove nascono i miliardari non dice solo chi diventa ricco. Dice quali città concentrano scuole, capitale, relazioni, industrie strategiche e occasioni di scala. In questo senso New York e Mosca sono due estremi della stessa formula: la ricchezza estrema non nasce nel vuoto, nasce dove il sistema la rende più probabile.

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