Non è ovviamente l’unica causa dell’inverno demografico che sta vivendo il nostro paese. Ma certamente il fatto che negli asili nido italiani ci sia posto solo per un bambino su tre non rappresenta affatto un incentivo alla genitorialità. Secondo l’edizione 2026 del report “Le equilibriste – La maternità in Italia”, realizzato da Save the Children, nell’anno scolastico 2023/2024 erano 378.500 i posti autorizzati negli asili nido per bambini tra 0 e 2 anni.
Un’offerta che è in grado di coprire solo il 31,6% della domanda potenziale. E riesce in gran parte grazie al settore privato: questi ultimi garantiscono infatti 16,8 posti per ogni 100 bambini, contro i 14,8 dei servizi pubblici. Questo a livello nazionale: su base regionale, restano divari molto significativi.
La regione con la copertura maggiore è l’Umbria, che offre 48,4 posti ogni 100 bambini. Negli asili nido umbri c’è insomma spazio per quasi la metà dei bimbi tra 0 e 2 anni. Si tratta dell’unica regione che ha già raggiunto l’obiettivo europeo di offrire una copertura del 45% entro il 2030.
Seguono l’Emilia Romagna con 44,4 posti ogni 100 bambini e la Valle d’Aosta con 44,3. In fondo alla classifica ci sono la Calabria con 17,3, la Sicilia con 15,5 e la Campania con 15,4. La regione con l’offerta pubblica più alta è la Valle d’Aosta, dove i nidi comunali hanno a disposizione 37,3 posti ogni 100 bambini. Mentre a contribuire al primato umbro ci sono i privati, che garantiscono 28,1 posti.
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