Guardata dallo spazio, l’Antartide appare come una lastra uniforme, una distesa bianca grande una volta e mezzo l’Europa. Ma quella superficie è un travestimento. Sotto una calotta che in media supera i 2,1 chilometri di spessore e in alcuni punti arriva a sfiorare i cinque, esiste un continente vero e proprio, con rilievi, valli, canyon e pianure. Non è una metafora: è una mappa. Ed è nuova.
(A) shows the IFPA subglacial topography for the whole Antarctic continent and (B to D) show a comparison of different bed topography maps for the Pensacola-Pole Basin region [outlined in black on (A). (B) displays Bedmap3 (8), (C) displays BedMachine Antarctica v3 (13), and (D) displays IFPA subglacial topography. The map production workflow is detailed in the methods; the main input datasets include the Gapless REMA ice-surface digital elevation model (24), the MEaSURES Antarctic ice-velocity product (23), the BedMachine Antarctica v3 bed-elevation map (13), and all available geophysical survey measurements of ice thickness from Bedmap3 (7) and CReSIS SAR surveys (59). A considerably higher resolution version of (A) is available on Zenodo (57).
Lo studio pubblicato su Science introduce una ricostruzione continentale della topografia nascosta sotto i ghiacci, ottenuta senza “vedere” direttamente la roccia. I ricercatori hanno fatto un’operazione da fisici più che da cartografi: hanno osservato come il ghiaccio si muove e si deforma, e da quelle minuscole variazioni — ondulazioni di pochi metri su una superficie spessa chilometri — hanno risalito alla forma del letto roccioso sottostante. È come dedurre la forma del fondale guardando come cambiano le onde in superficie. La tecnica combina osservazioni satellitari, modelli di flusso glaciale e dati di spessore del ghiaccio, colmando vuoti che nelle mappe precedenti arrivavano anche a 100–150 chilometri.
Il risultato è sorprendentemente “familiare”. Dove prima c’erano zone considerate piatte, emergono migliaia di colline e dorsali; dove il ghiaccio accelera verso il mare compaiono valli profonde, veri corridoi naturali. Secondo l’analisi, sotto la calotta antartica si nascondono oltre 30 mila rilievi con dislivelli superiori ai 50 metri. La geometria del paesaggio ricorda quella della Scozia, della Scandinavia o del Canada: frammenti di una geografia pre-glaciale rimasta congelata per milioni di anni.
A) Application to IFPA𝑚𝑒𝑠𝑜 subglacial topography. (B) Previous classification applied in 2013 to interpolated bed topography (Bedmap2) (60), adapted from Jamieson et al. (42). In each panel the classification shows regions of low-relief, alpine (both fully submerged–subglacial and partially submerged–subaerial) and selectively eroded landscapes. (C) Locations discussed in text. (D) Locations of tectonic boundaries across Antarctica, adapted from (34). We have colored some examples of regions where the geological structure mirrors the tectonic structures that we see. Adv. ST, Adventure Subglacial Trench; Amu. SS, Amundsen Sea Sector; AP, Antarctic Peninsula; Ast SB, Astrolabe Subglacial Basin; Aur SB, Aurora Subglacial Basin; DML, Dronning Maud Land; EWM, Ellsworth Mountains; GaSM, Gamburtsev Subglacial Mountains; GoSM, Golicyna Subglacial Mountains; HA, Highland A; HB, Highland B; LV, Lake Vostok; MSB, Maud Subglacial Basin; PEL, Princess Elizabeth Land; PM, Paxutent Mountains; PPB, Pensacola-Pole Basin; RT, Ragnhild Trough; RSH, Recovery Subglacial Highlands; RSLs, Recovery Subglacial Lakes; SC, Siple Coast; SPB, South Pole Basin; WIIB, Wilhelm II Basin; WSB, Wilkes Subglacial Basin; ZSM, Zhigalov Subglacial Mountains.
Questa mappa non è solo un esercizio di stile. La forma del terreno sotto il ghiaccio è uno dei fattori chiave che regolano la stabilità della calotta. Un fondale accidentato può rallentare lo scorrimento dei ghiacciai, come i dossi su una strada, mentre valli profonde possono funzionare da corsie preferenziali, accelerando il flusso verso l’oceano. In altre parole, la topografia invisibile decide dove il ghiaccio resiste e dove invece è più vulnerabile alla fusione e al collasso. Per i modelli climatici è una differenza sostanziale: ridurre l’incertezza sul “pavimento” dell’Antartide significa migliorare le stime sul contributo futuro all’innalzamento dei mari.
La notizia rilanciata dall’ANSA insiste su questo punto con un’immagine efficace: l’Antartide come un paesaggio sigillato sotto una colata di vetro. Finora ne vedevamo solo la superficie; ora iniziamo a distinguere le forme interne. Non è la prima volta che si prova a mappare il continente nascosto — progetti come Bedmap hanno aperto la strada — ma qui il salto è metodologico. Non si tratta solo di aggiungere più dati radar, bensì di usare il ghiaccio stesso come strumento di misura, trasformandolo in un sensore naturale.
C’è anche una lezione più generale. Per capire come reagirà l’Antartide al riscaldamento globale non basta sapere quanto fa freddo o quanta neve cade. Serve conoscere la sua anatomia profonda. Questa nuova mappa è, in fondo, un’ecografia geologica: non predice da sola il futuro, ma rende i modelli meno ciechi. E quando si parla di un continente che trattiene abbastanza ghiaccio da alzare i mari di decine di metri, vedere meglio sotto la superficie non è un lusso accademico. È una necessità.
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