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Resident Evil conquista pubblico e critica: tutti i numeri dell’industria dei videogiochi al cinema

È passato solo un weekend, ma i conti del nuovo Resident Evil danno già ragione a Zach Cregger. Il film ha incassato 60 milioni di dollari tra Stati Uniti e Canada e altri 48,3 milioni nel resto del mondo e ha già superato ampiamente il budget di produzione.

Il film parte con il 95% di recensioni positive su Rotten Tomatoes; per il New York Times è «lo spettacolo più sfrenato e divertente dell’anno» e Brian Tallerico, critico di RogerEbert.com, ha parlato di «una delle esperienze cinematografiche più ispirate ai videogiochi che possiate mai vivere». In effetti sembra di assistere a un vero e proprio gameplay perché il carattere del protagonista e le inquadrature in terza persona hanno la stessa immersività di un titolo per console e pc.

Il confronto con gli altri (e molto diversi) titoli tratti dai videogiochi mostra un’industria in espansione ed evidenzia il successo di questo debutto. L’analisi è svolta attraverso i dati del progetto TidyTuesday, pubblicato su GitHub.

L’esordio più alto della saga

I numeri premiano Resident Evil anche oltre le attese: le previsioni pubblicate alla vigilia dell’uscita indicavano un debutto globale vicino agli 80 milioni di dollari; il risultato è stato più alto di circa il 35% rispetto alle attese. Il precedente record apparteneva a Resident Evil: Afterlife con 26,6 milioni nel primo weekend nordamericano.

 

Quanto ha reso la saga
Il primo film di Resident Evil è uscito nel 2002 e i sei capitoli con Milla Jovovich protagonista sono costati in tutto 292,5 milioni e hanno incassato 1,23 miliardi. Il rapporto è di 4,2 dollari al botteghino per ogni dollaro speso nella produzione.
La saga ha beneficiato soprattutto del pubblico internazionale: in Cina The Final Chapter ha incassato 161,5 milioni di dollari contro i 26,8 degli Stati Uniti, rendendo quel film il capitolo con il miglior rapporto fra incasso e budget. Il nuovo Resident Evil è già a 1,4 volte il budget, ed è passato solamente un weekend di programmazione.

 

 

Il nuovo film riesce a ribaltare completamente lo scenario dell’opera originale: la storia segue infatti un personaggio normalissimo, un fattorino interpretato da Austin Abrams. Sony ha unito un marchio con un pubblico mondiale a un autore riconoscibile nell’horror contemporaneo ed è riuscita ad attirare un pubblico giovane al cinema: secondo i sondaggi di PostTrak il 75% del pubblico nordamericano del film ha infatti meno di 35 anni.

Il successo di critica

Anche le recensioni rendono il film di Cregger un record per la saga: 95% di giudizi positivi su Rotten Tomatoes quando nessuno dei sette precedenti film aveva superato il 38% (il voto misura la quota dei critici che hanno espresso un giudizio favorevole sul totale).

I film tratti dai videogiochi piacciono poco, ma sempre di più

Dall’archivio dei dati (un campione di 67 titoli in lingua inglese) si può intuire il trend di miglioramento che ha contraddistinto i film tratti dai videogiochi negli anni.

La storia era cominciata molto male, con Super Mario Bros del 1993, considerato il primo lungometraggio live action tratto da un videogioco. La città cupa rappresentata nel lungometraggio era molto lontana dai toni colorati dei titoli Nintendo, la produzione fu travagliata e il risultato un flop commerciale: 39 milioni di incassi contro un budget compreso tra i 42 e i 48 milioni. La critica massacrò il film, che venne riscoperto nel tempo solo come piccolo cult del cinema trash.

Dal 1993 si sono poi succeduti molti titoli – Street Fighter, Mortal Kombat, e Tomb Raider per citarne alcuni – e le percentuali calcolate da Rotten Tomatoes sono rimaste tendenzialmente basse, anche se inserite in un trend di sostanziale crescita.

 

Qualità e incassi seguono strade diverse ma simili

Critica e botteghino stanno andando molto bene, entrambi, per Resident Evil e non è un risultato scontato. «Nobody knows anything» – nessuno sa niente – diceva lo sceneggiatore premio Oscar William Goldman sull’andamento del botteghino; e se nessuno può prevedere il successo commerciale di un lungometraggio è altrettanto vero che difficilmente successo e critica vanno nella stessa direzione.

Nell’ambito dei film tratti da videogiochi questi due fattori risultano invece correlati positivamente. Senza considerare il nuovo Resident Evil (uscito da troppo poco tempo per essere incluso) si ottiene un coefficiente di correlazione di Pearson pari a 0,36; il legame non è forte ma positivo (l’indice può andare da -1 a +1).

 

Gli adattamenti prodotti da Hollywood

 

Grazie alla saga di Resident Evil Capcom è diventato l’editore di videogiochi più presente nel mercato cinematografico: 15 film comprese le produzioni animate. Il distacco con Sega, Ubisoft, Nintendo e Sony deriva soprattutto dalla saga che ha portato al cinema otto film live action.

 

Il numero di lungometraggi è poi in aumento: nel 2026 sono già arrivati cinque titoli in lingua inglese, un record se si osserva il campione analizzato. L’aumento delle produzioni coincide con una serie di grandi incassi: 1,36 miliardi per The Super Mario Bros. Movie nel 2023, 297,2 milioni per Five Nights at Freddy’s e circa 1 miliardo per A Minecraft Movie nel 2025.

 

 

 

Per l’anno prossimo sono previste altre grandi produzioni: oltre al quarto capitolo di Sonic e al seguito di A Minecraft Movie, arriverà anche The Legend of Zelda, il primo adattamento cinematografico del videogioco di Nintendo.

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