Visual Capitalist ha pubblicato una nuova infografica che prova a rappresentare in un’unica immagine l’intera economia globale. Il dato di partenza è semplice: nel 2026 il Pil mondiale dovrebbe raggiungere i 126 trilioni di dollari secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale.
La distribuzione però è molto meno equilibrata di quanto suggerisca il numero complessivo. Quattro paesi — Stati Uniti, Cina, Germania e Giappone — concentrano circa metà dell’intera produzione economica mondiale. Da soli valgono oltre 63 trilioni di dollari di Pil nominale.
Gli Stati Uniti restano la principale economia globale con circa 31,8 trilioni di dollari di Pil previsti nel 2026. La Cina segue con oltre 20 trilioni. Poi il divario aumenta rapidamente: Germania sopra i 5 trilioni, Giappone vicino ai 5, India oltre i 4,5 trilioni.
L’infografica utilizza il Pil nominale, cioè il valore dell’economia espresso ai tassi di cambio correnti. È il parametro utilizzato nei mercati finanziari internazionali e nelle comparazioni macroeconomiche globali. Se invece si usa il Pil corretto per il potere d’acquisto (PPP), lo scenario cambia: la Cina supera nettamente gli Stati Uniti e l’economia mondiale supera i 219 trilioni di dollari.
La visualizzazione mostra anche quanto il peso economico globale sia concentrato in poche aree. Asia, Nord America ed Europa occupano quasi tutto il grafico. Africa, America Latina e gran parte del Sud globale restano frammentate in economie molto più piccole.
Dentro il grafico emergono anche alcune traiettorie di lungo periodo. L’India continua la sua crescita e si avvicina alle prime quattro economie mondiali. La Germania mantiene il terzo posto europeo nonostante la stagnazione industriale. Il Giappone continua invece a perdere peso relativo rispetto agli anni Novanta, quando era considerato il principale rivale economico degli Stati Uniti.
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