Esiste un punto d’incontro affascinante tra la nostalgia dei videogiochi anni Novanta e le potenzialità dell’ingegneria moderna, un luogo digitale dove la complessità di Manhattan viene ridotta a una scacchiera ordinata e infinita. Questa estetica si definisce pixel art isometrica, una tecnica di rappresentazione che elimina i punti di fuga della prospettiva tradizionale per mantenere proporzioni costanti in ogni angolo dello schermo. Se nel mondo reale gli oggetti si rimpiccioliscono allontanandosi dall’occhio, in un mondo isometrico un grattacielo mantiene la stessa scala millimetrica sia che si trovi in primo piano sia che sfumi all’orizzonte. È la geometria che ha reso iconici titoli come SimCity 2000, trasformando il caos urbano in un plastico modulare e rassicurante.
Il designer Andy Coenen ha deciso di spingere questa visione verso un confine mai esplorato prima con il suo progetto Isometric NYC. L’obiettivo non era semplicemente creare un’illustrazione, ma generare una mappa integrale della metropoli che fosse allo stesso tempo tecnicamente accurata e artisticamente coerente. Tradizionalmente, un’impresa del genere avrebbe richiesto decenni di lavoro manuale, poiché ogni singolo edificio, finestra o parco avrebbe dovuto essere pixelato a mano da un esercito di artisti. Qui entra in gioco la vera rivoluzione del progetto: l’utilizzo strategico dell’intelligenza artificiale generativa come forza lavoro instancabile e precisa.
Il cuore dell’operazione di Coenen risiede nella capacità dell’IA di gestire quelli che lui definisce “compiti logoranti”. Invece di disegnare, il designer ha agito come un direttore d’orchestra, istruendo modelli avanzati per interpretare i dati geografici reali della città e tradurli nel linguaggio visivo della pixel art. L’intelligenza artificiale ha analizzato le volumetrie degli edifici dai database GIS e ha generato migliaia di tasselli digitali, mantenendo una coerenza stilistica assoluta su tutta l’isola di Manhattan. Non si tratta di una semplice automazione, ma di un nuovo paradigma creativo dove l’uomo definisce lo stile e i vincoli, mentre la macchina esegue la parte monumentale del lavoro produttivo.
Il risultato finale è un esperimento di scalabilità creativa senza precedenti. Isometric NYC dimostra che l’intelligenza artificiale non serve solo a generare immagini isolate, ma può essere utilizzata per costruire interi ecosistemi visuali partendo da dati grezzi. Attraverso questa sinergia, la New York di Coenen diventa un archivio vivente: una città dove la rigidità matematica della proiezione isometrica si sposa con la flessibilità dell’IA, restituendoci una metropoli che sembra uscita da un sogno a sedici bit, ma con il cuore pulsante dei dati reali.
MathGamesAndWeirdThings è una rubrica dove si parla appunto di matematica, giochi e cose strane. Sempre con i dati e a volte con le neuroscienze
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