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Demografia, l’India ha davvero superato la Cina? Ecco come si stima la crescita della popolazione

Entro la fine del mese di aprile, l’India avrebbe dovuto aver superato  la Cina come Paese più popoloso del mondo, con oltre 1,425 miliardi di abitanti. La stima è di uno studio dell’Onu uscito il 24 aprile che ha anticipato la data rispetto alle previsioni precedentemente diffuse. In pratica  la data precisa del sorpasso non è ancora certa ma la crescita della popolazione dell’India è più veloce del previsto.  Un report del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, ha calcolato che questo non sarebbe avvenuto prima della metà dell’anno, mentre secondo il Dipartimento degli affari economici e sociali Onu a New York, “la Cina cederà entro la fine di questo mese il posto che detiene da molto tempo di Paese più popoloso al mondo”. Qui sotto la race chart di Statista.

Ma la domanda è: ci sono davvero i dati?

Le previsioni sulla popolazione indiana fornite nel rapporto sullo stato della popolazione mondiale del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) sono come sappiamo una stima poiché non vi è stato alcun censimento nel paese dal 2011. Dopo 140 anni di censimento ininterrotto aggiornato ogni 10 anni, quello del 2021 è stato cancellato causa Covid e rinviato al 2022. Ora è stato nuovamente rinviato al 2024. In un’intervista alla BBC, il capo delle stime e proiezioni della popolazione dell’ONU, Patrick Gerland, ha afferma che qualsiasi numero sulla dimensione reale della popolazione indiana è “ipotesi ingenua basata su informazioni frammentarie“. “Non abbiamo dati ufficiali reali provenienti dall’India“, dice.

Come funzionano le previsioni demografiche

Si analizzano i tassi di fertilità, l’organizzazione sanitaria,  si studiano gli indicatori demografici attraverso i dati che vengono rilevati per poi inserirli in modelli statisti di previsione. Per esempio, nell'”equazione” si prende in considerazione il  tasso di natalità; il tasso di mortalità; il saldo naturale; la crescita naturale; la speranza di vita alla nascita; la fecondità media; il saldo migratorio; il saldo della popolazione.

Esistono poi vari modelli di previsioni. L’Istat adotta il metodo cohort component per le previsioni nazionali e regionali. Tecnicamente, si tratta di “far invecchiare” le persone alle età previste dalla piramide delle età e applicare i tassi di natalità e mortalità previsti dalla stima dei tassi demografici specifici. Ma principalmente si due elementi essenziali:
1. La piramide delle età che è una rappresentazione grafica della distribuzione per sesso ed età di una popolazione.
2. Una stima dei tassi demografici specifici, calcolata sulla base di quelli osservati fino all’istante corrente e delle aspettative soggettive sulla loro possibile evoluzione futura.

L’equazione del bilancio demografico è la base di una previsione demografica e afferma che, qualunque sia il periodo di tempo considerato, vale: popolazione finale = popolazione iniziale + nati – morti + immigrati – emigrati.

Quali sono i dati di contesto?

Detto altrimenti, cosa sappiamo a livello macro? Per esempio, che i tassi di fertilità stanno diminuendo a livello globale, anche in molti dei paesi in cui la popolazione è in espansione. Questo perché, man mano che le generazioni precedenti si espandono, ci sono più persone che hanno figli, anche se individualmente quelle persone hanno meno figli rispetto ai loro genitori.

La crescita è anche in gran parte dovuta agli sviluppi della medicina e della scienza, il che significa che più bambini sopravvivono fino all’età adulta e più adulti fino alla vecchiaia. È probabile che questo modello continui, il che significa che entro il 2050 l’aspettativa di vita media globale sarà di circa 77,2 anni.

Ciòdetto sono in atto dei cambiamenti nella struttura demografica mondiale che l’anno scorso ha toccato quota otto miliardi di persone.

La popolazione del mondo si sta espandendo in modo non uniforme.

Più della metà della crescita che vedremo nei prossimi 30 anni avverrà in soli otto paesi: Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Etiopia, India, Nigeria, Pakistan, Filippine e Tanzania.

Allo stesso tempo, alcune delle economie più sviluppate del mondo stanno già assistendo a un declino della popolazione poiché i tassi di fertilità scendono al di sotto di 2,1 figli per donna,  (tasso di sostituzione). In 61 paesi, afferma il rapporto dell’Onu, le popolazioni diminuiranno di almeno l’1% entro il 2050.

Quindi perché il sorpasso sulla Cina?

Perché in Cina nascano meno figli e la sua popolazione sta cominciando a diminuire. Mentre l’India continua a crescere. Con uno dei tassi di fecondità più bassi al mondo (1,15 figli per donna), la Cina ha annunciato che la sua popolazione inizierà a diminuire il prossimo anno, molto prima di quanto si pensasse. Questo nonostante il paese abbia abbandonato la politica del figlio unico nel 2016 e introdotto incentivi per le coppie per avere due o più figli. In India invece la popolazione continua a crescere, quasi certamente supererà la Cina come paese con la più grande popolazione del mondo.

Per approfondire. 

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