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Cosa dice il World Press Freedom Index quest’anno?

“Il giornalismo è il principale vaccino contro la disinformazione ma è completamente o parzialmente bloccato nel 73% dei 180 paesi presi in esame. Questo l’allarme lanciato nell’ultimo rapporto di ” Reporters sans frontieres, Ong che monitora le libertà di stampa e la sicurezza dei cronisti a livello globale.  In testa alla classifica per il quinto anno consecutivo c’è la Norvegia. Italia 41esima.  Ricordiamo che  nel 2019 si collocavamo al 43mo posto nel mondo, con lo stesso punteggio del Burkina Faso. Peggio non solo del nord Europa, ma anche di Germania, Spagna, Francia e Regno Unito, e poco meglio degli Stati Uniti. Questo per dire, che l’indice va preso con le pinze.

Più in generale i dati riflettono un drammatico deterioramento nell’accesso delle persone alle informazioni e un aumento ostacoli alla copertura delle notizie. La pandemia di coronavirus è stata utilizzata come motivo per bloccare l’accesso dei giornalisti alle fonti di informazione e ai rapporti sul campo. I dati mostrano che i giornalisti trovano sempre più difficile indagare e segnalare storie sensibili, soprattutto in Asia, il Medio Oriente ed Europa.

Come mostra l’ infografica di Statista , l’Eritrea è l’ultima nell’indice, seguita dalla Corea del Nord. L’Europa ha i più alti livelli di libertà dei media in tutto il mondo e la Norvegia si è classificata prima. Seguono Finlandia e Svezia nei primi tre, mentre i primi cinque sono completati da Danimarca e Costa Rica con l’Olanda al sesto posto. Reporter Senza Frontiere ha compilato l’indice ogni anno dal 2002 ei livelli di libertà di stampa sono calcolati attraverso una serie di indicatori come l’indipendenza dei media, la trasparenza e l’ambiente dei media in generale.