Al minuto 84’ del derby Torino-Juventus il gol dell’attaccante granata Che Adams ha impedito alla Juve di vincere e di superare il Milan, facendola così arrivare al sesto posto. Ma non solo: quel gol, l’ultimo del campionato, ha impedito alla Serie A 2025/26 di scrivere un nuovo record per la nostra massima serie, almeno dal 1988 a oggi: il campionato appena concluso questo record lo ha eguagliato, ma non superato, anche se per pochissimi decimali di punti. Ma di che record si tratta? Quello del numero di squadre capaci di avere una stagione competitiva, almeno in termini di punti, tenendo conto della storia del nostro torneo. Inter, Napoli, Roma, Como e Milan hanno superato questa soglia, la Juventus l’ha mancata per pochissimo.
La Serie A è un campionato a 20 squadre dalla stagione 2004-05: da quel cambio di formato a oggi si sono disputati 22 tornei. Nelle ultime edizioni le squadre in grado di risultare competitive sono aumentate: negli ultimi dieci campionati, infatti, almeno 5 campionati si sono completati con 5 squadre in grado di registrare percentuali di punti realizzati che possiamo definire competitive al termine della stagione.
Come mostra il grafico sopra, ciò è successo nel 2016/17, 2017/18, 2019/20, 2020/21, 2022/23 ed è accaduto nella Serie A appena conclusa. Dopo due stagioni di calo, l’annata 2025/26 è tornata a 5 e senza il gol di Adams sarebbe arrivata a 6, stabilendo un nuovo record.
Nella A 2025/26 sono state competitive le quattro squadre che sono arrivate in Champions, ovvero Inter, Napoli, Roma e Como. Ma non solo loro: lo è stata anche il Milan quinto e per tutta la stagione tra le prime quattro, almeno fino a ieri sera dopo l’inatteso 1-2 di San Siro contro il Cagliari. Questa “competitività” ovviamente non è una gratificazione per le squadre deluse, ovvero Milan e Juventus, ma è il segno che la A appena conclusa ha espresso sei squadre – anche se certamente l’Inter ha fatto un campionato a sé rispetto alle contendenti – di cui 5 si sono giocate fino all’ultimo un posto Champions.
Ma cosa significa che una squadra è stata “competitiva”?
Per rispondere abbiamo calcolato la totalità dei punti realizzati dal 1988 a oggi, ovvero dalla stagione in cui la Serie A era passata da 16 a 18 squadre. Dal momento che tra il 1988 e il 1994 i punti assegnati alla vittoria erano 2 e non 3, abbiamo considerato le percentuali di punti realizzati su quelli disponibili per poter ottenere un dato più uniforme e confrontabile. Nei nostri calcoli non abbiamo considerato le penalità comminate.
Questo modo di intendere la competitività di una squadra è quindi stabilito sulla base della storia del torneo e di quello che accade in modo peculiare nella Serie A. Altri tornei mostreranno percentuali e soglie leggermente diverse, ma tutte intorno al 60% di punti disponibili. Per la Serie A, storicamente, la percentuale di punti ottenuti che una squadra deve realizzare per poter considerare la propria stagione competitiva è del 60,8%. Una soglia che, su 38 partite, è stata superata appunto da 5 squadre nella A 2025/26. Gli ultimi 90’ sono stati decisivi. I lariani hanno vinto largamente a Cremona e hanno chiuso a 71; la Juventus, rimontata nel derby, ha chiuso a 69 punti mentre la soglia da superare era 69,3. Dettagli che fotografano il grande equilibrio espresso nella lotta Champions che ha premiato la Roma di Gian Piero Gasperini e il Como di Cesc Fabregas.
Se allarghiamo lo sguardo ai campionati precedenti, la statistica ci segnala quindi che la Serie A è un torneo progressivamente sempre più capace di esprimere squadre in grado di ottenere un bottino di punti che risulta storicamente competitivo. Ciò significa che la lotta per le posizioni di vertice si sta facendo sempre più difficile, quantomeno per i piazzamenti Champions.
Qualche settimana fa Christian Chivu, allenatore dell’Inter che di lì a poco avrebbe conquistato matematicamente lo scudetto, ironizzò sul fatto che ormai a inizio stagione ogni squadra di vertice – eccezion fatta per la sua Inter – dichiari pubblicamente che l’obiettivo è la qualificazione in Champions.
Probabilmente Chivu ha voluto evidenziare una tecnica comunicativa che serve a togliere pressioni e aspettative ai calciatori, ma in effetti la lotta Champions negli ultimi anni, almeno come tendenza decennale, si sta complicando. Il bottino milionario derivante dalla qualificazione è infatti una voce di fatturato sempre più rilevante per i club e questo può contribuire ad aumentare l’appetibilità del traguardo e motivare investimenti e sforzi per raggiungere il torneo più importante d’Europa.
La stagione appena conclusa ha fatto segnare una lotta Champions aperta e incerta fino alla fine: il Napoli si è messo al sicuro solo con la vittoria della 37ª giornata, mentre Milan, Roma, Como e Juventus se la sono giocata fino alla fine.
Questa tendenza viene sottolineata anche da un altro dato: la Juventus è la sesta classificata col bottino di punti (69) più alto dal 2004 in poi. Già prima del derby i bianconeri avevano eguagliato la prestazione della Lazio 2020/21, allenata da Simone Inzaghi. Con un pareggio nel derby, andando a 69, la Juve ha segnato un record per il sesto posto. Fino al pareggio di Che Adams il Milan è stato sesto con 70 punti: il gol del torinista ha limato leggermente al ribasso anche questo nuovo record.
La Serie A 2025/26 ha scritto però una pagina di storia almeno su un altro versante, ovvero l’ingresso del Como nell’élite delle squadre capaci di aver disputato almeno una stagione competitiva.
Dal 1988 a oggi solo 13 club – sui 53 che hanno disputato almeno un campionato di A – sono stati in grado di fare almeno una stagione competitiva. Questo gruppo esclusivo era a 12 fino a ieri e si è allargato a 13 proprio con la squadra del presidente Suwarso che si è garantita l’accesso in Champions League e anche l’ingresso, meno importante in termini economici e di prestigio ma certamente significativo, anche tra le grandi d’Italia in termini statistici. Per la cronaca, l’ultima squadra capace di entrare in questo club prima del Como è stata l’Atalanta di Gian Piero Gasperini nel campionato 2016/17, quando per la prima volta i bergamaschi superarono la soglia percentuale competitiva. Un risultato che poi i nerazzurri sono stati capaci di replicare altre 3 volte (2020, 2021, 2025), sempre sotto la guida del tecnico di Grugliasco.
Gasperini è lo stesso allenatore che ha ottenuto la qualificazione in Champions League per i giallorossi dopo 7 anni di assenza e che ha riportato la Roma a disputare una stagione competitiva in termini di punti dopo 6 stagioni. L’ultima volta che la Roma aveva superato la soglia del 60,8%, facendo 70 punti e classificandosi quinta (andando così in Europa League) era stata nel 2019-20, quando era allenata da Paulo Fonseca. Lo scorso anno la Roma di De Rossi-Juric-Ranieri era arrivata quinta e si era fermata a un passo, a quota 69 punti, mancando per pochissimo la qualificazione in Champions a scapito della Juventus. Un anno dopo i destini si sono invertiti.
A sua volta, la Juventus ha mancato l’appuntamento non solo con la Champions, ma anche con una striscia di stagioni storicamente competitive (penalizzazioni a parte) aperta dal 2011-12, ovvero l’anno del primo dei 9 scudetti consecutivi. Non vincendo col Torino, la Juve si è fermata a quota 31 stagioni storicamente competitive sulle 38 complessive dal 1988 a oggi.
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