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cronaca

Coronavirus, misura l’efficienza delle campagne vaccinali

L’Italia è ancora «prima in Europa» per la somministrazione dei vaccini contro il Sars-CoV-2, come affermava lo scorso 14 gennaio il commissario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri? La risposta breve, mostrata anche dall’infografica che apre questo pezzo, è ‘no’. La risposta lunga, con annessa spiegazione di come Infodata sia arrivata a questa affermazione, segue dal prossimo capoverso.

La questione non riguarda solo le coperture, o meglio la percentuale di persone che ha ricevuto la prima dose, che pure non ci vedono più al primo posto in Europa, come confermano i dati raccolti da Our World in Data. Infodata ha infatti calcolato la media di dosi giornaliere inoculate ogni 100mila persone, nel tentativo di normalizzare il dato e permettere un raffronto tra le diverse nazioni europee.

Il risultato è che, per quanto abbiamo fatto meglio di Germania e Francia, ci sono una quindicina di nazioni che hanno fatto meglio di noi. Tra queste ci sono Regno Unito e Spagna, ma anche Serbia e Romania. Per arrivare a questa conclusione, il primo passo è stato quello di calcolare da quanti giorni è cominciata la campagna vaccinale. Conoscendo poi il numero totale di dosi inoculate è stato possibile risalire al numero medio di vaccini somministrati giornalmente, normalizzato poi come incidenza ogni 100mila abitanti.

Da sottolineare che per questo calcolo non importa se la somministrazione abbia riguardato la prima o la seconda dose. Nè incide il numero di vaccini che sono stati autorizzati nel Paese. Tanto che ai primi posti ci sono la Serbia, dove è in uso il solo vaccino di Sinopharm e il Regno Unito che ne ha autorizzati tre (Pfizer BioNTech, Moderna e AstraZeneca). Mentre in tutti i Paesi dell’Unione l’Agenzia europea per il farmaco ha dato via libera solo a due preparati. Inoltre, calcolando una media giornaliera, prescinde dal momento in cui sono iniziate le vaccinazioni. Un elemento che, per ragioni logiche, favorisce chi ha iniziato prima.

Per dirla brutalmente, questo indicatore misura l’efficacia della campagna vaccinale, ovvero la sua capacità di somministrare le dosi di vaccino, a prescindere da quanti siano quelli autorizzati e da quanto sia iniziata la campagna vaccinale. E, purtroppo per il nostro Paese, dice che l’Italia non è più prima in Europa nella corsa all’immunizzazione dal Sars-CoV-2.