Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
politica

Terapie intensive, scopri (in tempo reale) quanti posti sono occupati

[I dati nel grafico si aggiornano ogni giorno tra le 17 e le 18. Infodata sta contattando le regioni per avere informazioni sull’aumento della disponibilità totale dei posti letto in terapia intensiva. Cliccando sul grafico, un pop-up mostra la data di aggiornamento di queste informazioni]

Le misure di lockdown servono sì a contenere la diffusione del virus, ma si innescano nel momento in cui si rischia il collasso del sistema sanitario. Detto altrimenti, quando i numeri dicono che stiamo arrivando a non avere più posti nei reparti di terapia intensiva. Misurare il numero dei ricoverati rispetto ai letti a disposizione diventa quindi uno strumento più efficace di quello dei contagi per valutare la situazione.  Senza contare che il numero delle persone in ospedale è certo, mentre quello dei contagiati dipende da quello dei tamponi effettuati. Nota bene, una terapia intensiva non è satura quando è fisicamente al 100%, ma quando si avvicina a essere piena e ha molti pazienti Covid, perché per il personale che ci lavora gestire un covid è molto più pesante. Una terapia intensiva piena oltre la metà è già un sovraccarico non da poco.

Per questo motivo Infodata ha realizzato l’infografica che apre questo pezzo. Il grafico è costruito incrociando i dati relativi ai posti letto disponibili, un’informazione resa nota dal commissario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri, con quelli forniti dalla Protezione civile sui ricoveri.

Le barre indicano la percentuale di posti letto nelle terapie intensive occupati da pazienti Covid-19. Il colore vira dal verde al rosso a mano a mano che ci si avvicina a una saturazione del 30%, percentuale di sicurezza oltre la quale scatta la soglia di emergenza. Cliccando su ogni barra un pop-up indica il numero di posti letto ancora disponibili.

Oltre a consentire un monitoraggio costante della saturazione dei reparti di terapia intensiva, i dati forniti dalla Presidenza del Consiglio consentono anche di verificare come sia cambiata la disponibilità. Il decreto Rilancio prevedeva infatti che si arrivasse ad avere 14 posti letto ogni 100mila abitanti. Questi i risultati:

Con le sole positive eccezioni del Veneto e della Valle d’Aosta, che hanno allestito più posti letto di quanto richiesto, e del Friuli Venezia Giulia che ha centrato l’obiettivo, il resto delle regioni italiane ancora arranca. La situazione peggiore in Umbria, dove nessuno dei 57 posti letto da aggiungere è stato realizzato. La migliore nel già citato Veneto: qui la richiesta era di aggiungere 211 posti in terapia intensiva, ne sono stati realizzati 331. Non solo: un quarto dei posti letto in terapia intensiva aggiunti in questi mesi si trova negli ospedali veneti. Regione che, dopo aver gestito la prima ondata con uno dei più elevati rapporti tra tamponi e abitanti, si prepara ad affrontare la seconda con la quota più elevata di posti in terapia intensiva rispetto alla popolazione.

Nota bene: nel grafico sono esclusi i pazienti negativizzati ancora ricoverati in terapia intensiva (Ti), nonché i pazienti in Ti per altre ragioni

Aggiornamento alle 15:33 del 21 ottobre: abbiamo sostituito il grafico originale, che i lettori possono ancora consultare qui sotto, con un nuovo grafico che dà conto del fatto che nelle terapie intensive non sono ricoverati solo pazienti affetti da Covid-19.

I quadrati rossi rappresentano la percentuale dei posti letto occupati sul totale di quelli a disposizione. Nel riquadro in alto (in alto a sinistra per chi legge da desk) rimane fissa la situazione nazionale. In quello in basso (negli altri tre per chi legge da desk) sono “fotografate” le situazioni nelle tre regioni che, mentre scriviamo, hanno il tasso di occupazione più alto. I filtri consentono di visualizzare la situazione nelle altre regioni. Il grafico si aggiorna quotidianamente.

Ultimi commenti
  • gina |

    Rispondo a Laura

    Purtroppo, anche volendo assumerne, di personale non ce n’è!

    Appena un medico inizia la specializzazione viene assunto e lo rimane per sempre fondamentalmente, perciò non esistono medici specializzandi e specialisti disoccupati.

    La specializzazione dei giovani medici viene pagata dallo stato con delle borse di studio, lo stato è anni che ne da in quantità insufficiente.
    Ci sono ”buchi” derivanti dai pensionamenti che non riescono ad essere colmati per i numeri insufficienti dei nuovi neo-specializzati, per cui è letteralmente impossibile trovare personale supplementare rispetto a quello che c’è ora, tutti quelli che ci sono, sono già assunti e sono troppo pochi anche per una situazione normale!

    (consideri che per formare un medico specialista dall’inizio alla fine ci vogliono 10-12 anni di università!!)

  • Laura |

    Ma è possibile avere una situazione aggiornata ad oggi di quanti nuovi posti letto covid siano stati realizzati ad oggi e di chi sia la responsabilità del mancato aumento? Sembra infatti che la situazione di emergenza continui a perdurare proprio perché non ci sono abbastanza posti letto e abbastanza personale medico. Considerato che il sistema sanitario era già in crisi prima del Covid (mancanza di posti letto, pronti soccorso con attese di ore, tempi lunghissimi per prenotare visite e esami, continue chiusure di strutture sanitarie, etc etc), mi sembra essenziale sapere cosa ha fatto il governo/le regioni per migliorare questa situazione, essendo ormai trascorso quasi un anno. È assurdo che il Paese venga messo in ginocchio, chiudendo le attività produttive, solo perché non si riesce a migliorare il sistema sanitario. Con tutti i miliardi che stiamo perdendo, sarebbe stato preferibile costruire/riaprire decine di ospedali nuovi.
    La cosa strana è che di questo argomento nessuno parla, pensano solo a nuovi provvedimenti restrittivi.

  • Giacomo |

    Per Gianluca, che ha scritto il 24 novembre 2020 alle ore 15,16: i morti riportati sono con e non per il covid-19, cioè vengono conteggiati come morti col covid-19 coloro i quali sono risultati positivi al tampone anche quando l’infezione per da coronavirus non è l’unica causa di morte; alle volte, questo ha causato confusione e polemiche.

  • Mauro pochetti |

    Ma la differenziazione delle patologie dei ricoverati?

  • martin |

    buongiorno, ma i dati dei posti letto/terapia intensiva a quando sono aggiornati?

Suggeriti