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economia

Coronavirus in Italia, torneremo a consumare (e spendere) come prima?

 

Contributo a cura della società di consulenza Prometeia

Torneremo mai a consumare come prima? Questa una delle principali domande alle quali oggi, nel mezzo della crisi sanitaria, si tenta di dare una risposta.

Per fare ciò, Prometeia ha raccolto i dati sui consumi pre-Covid in Italia secondo la categorizzazione Istat (Coicop 3 cifre), li ha raggruppati per area di consumo (ad esempio “Alimentare”) e applicato le più sue recenti previsioni sul contesto macro-economico, distinguendo l’analisi per fasi caratterizzate dall’emergere di fattori e bisogni differenti.

Le tre fasi individuate sono: “emergenza”, caratterizzata da un contenimento severo del livello di socialità, il cosiddetto distanziamento sociale: “convivenza”, ovvero la cosiddetta “fase 2”, con livelli di contagio contenuti ma persistenti e scelte di consumo condizionate dalle regole dettate dal Governo e dal buon senso; “superamento”, ovvero la sconfitta del virus o la sua completa metabolizzazione, in cui gli eventuali impatti del Covid-19 non saranno più esogeni ma interiorizzati nelle scelte dei consumatori.

I risultati sono raccolti nel grafico, ordinati in ordine decrescente dall’alto al basso sulla base della variazione % nella fase di emergenza. Il quadro che emerge fornisce una guida nell’analisi delle priorità dei consumatori che dovremo aspettarci nelle fasi di emergenza, convivenza e di superamento. Nelle diverse fasi vedremo nascere o enfatizzarsi nuovi bisogni e il venirne meno di altri in maniera reattiva alle diverse condizioni di stato.

Il comportamento delle famiglie nella fase di emergenza è stato segnato dalla ricerca di certezze e sicurezze sia in termini di stoccaggio alimentare sia in termini di dotazioni sanitarie, a discapito di beni voluttuari, di beni ad alto costo unitario e dei servizi legati alla mobilità.

Nella fase di convivenza, i consumi saranno influenzati da misure di distanziamento sociale meno severo, che però vedranno proseguire alcune attività lavorative e didattiche da remoto nonché l’esigenza di elevati standard di igiene. Restano penalizzati i beni voluttuari e legati alla mobilità, seppure in misura minore rispetto alla fase di emergenza grazie alla parziale riapertura che si sta delineando.

I bisogni rimasti latenti risaliranno la scala delle priorità dei consumatori nella fase di superamento, come il bisogno di relazionarsi, di condividere gli spazi nel tempo libero, di scoprire o viaggiare. Lo smart-working sarà ormai acquisito e rappresenterà una leva per la gestione dei costi e il time saving. È ovvio che non sarà più come prima: l’esperienza vissuta avrà un suo impatto, le nuove soluzioni e le maggiori capacità di interfacciarsi attraverso il canale digitale, l’incertezza e la prudenza delle famiglie, le diverse condizioni reddituali e una maggiore consapevolezza del superfluo contribuiranno a ridefinire le priorità di ogni individuo con impatti diversi nei vari settori.