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cronaca

Quanto costerà il Coronavirus all’economia mondiale? Le stime e gli scenari di Fmi, Ocse e Cerved

Su un punto sono tutti concordi: l’impatto del danno del Coronavirus sull’economia mondiale dipenderà dalla rapidità delle messa in campo delle misure di contenimento del virus e dalla quantità  di soldi che verranno destinati per il sostegno dell’economia reale.

Partiamo dalla Cina. Le prime indicazioni dell’impatto di COVID-19 sull’economia cinese sono peggiori di quanto inizialmente previsto. I sondaggi sul settore manifatturiero e dei servizi cinesi sono precipitati a livelli record a febbraio, le vendite di automobili hanno registrato un crollo dell’80% e le esportazioni cinesi sono scese del 17,2% a gennaio e febbraio.  Secondo il think tank Usa Csis (Center for Strategic and International Studiesle stime della crescita cinese sono state violentemente riviste al ribasso: nel primo trimestre, scrive  Bloomberg, è atteso un calo del Pil, la prima contrazione da quando la Cina ha iniziato a comunicare i dati trimestrali nel 1992.  La ripresa economica della Cina è quindi legata a doppio filo alla  ripresa della domanda dei Paesi esteri che dipenderà da quanto rapidamente affronteranno il virus.

Europa e Stati Uniti.  Europa e Giappone sono probabilmente già in recessione a causa della debole performance del quarto trimestre e della forte dipendenza dagli scambi. Come riferiscono alcuni analisti al Wsj, si attende per il secondo trimestre una contrazione forte.

Analisi  e simulazioni degli organismi internazionali (in aggiornamento)

Le stime dell’impatto globale variano: all’inizio della scorsa settimana, l‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse)  ha previsto che l’epidemia di Covid-19 ridurrà la crescita del Pil  globale di mezzo punto.   Le maggiori revisioni al ribasso della crescita  sono attese nei paesi profondamente interconnessi con la Cina, in particolare la Corea del Sud, l’Australia e il Giappone. Qui tovate lo studio con le simulazioni.

Bloomberg Economics suggerisce invece che la crescita del Pil per l’intero anno potrebbe scendere a zero in uno scenario di pandemia ma è il peggiore degli scenari previsti

L’agenzia delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad) afferma che il rallentamento dell’economia globale causato dall‘epidemia di coronavirus avrà un costo di almeno 1 trilione di dollari. ” Le Nazioni Unite prevedono che i flussi di investimenti diretti esteri potrebbero scendere tra il 5 e il 15 percento ai livelli più bassi dalla crisi finanziaria globale del 2008-2009

 

Il Fondo Monetario internazionale nel suo blog non si esercita fornendo numeri di sintesi ma va ad analizzare singole voci come ad esempio l’indice di produzione industriale, l’interscambio commerciale e l’offerta.

Nei giorni scorsi però il direttore generale del Fondo monetario internazionale ha dichiarato: “Nel nostro scenario di base attuale, l’economia cinese tornerà alla normalità nel secondo trimestre. Di conseguenza, l’impatto sull’economia mondiale sarebbe relativamente minore e di breve durata. In questo scenario, la crescita del 2020 per la Cina sarebbe del 5,6 per cento. Si tratta di 0,4 punti percentuali in meno rispetto all’aggiornamento Weo di gennaio. La crescita globale sarebbe inferiore di circa 0,1 punti percentuali“.

E in Italia? Il Cerved nei giorni scorsi ha analizzato l’impatto del Covid-19 sulle aziende italiane. Gli scenari previsti sono due. Il primo indica la fine dell’emergenza a inizio maggio e una ripresa solo a partire dall’anno prossimo. In questa ipotesi il giro d’affari bruciato per le imprese varrà complessivamente mettendo insieme il 2020 e il 2021 275 miliardi di euro.   Più pesanti le stime del secondo scenario. In questo caso l’emergenza sanitaria durerà fino a dicembre. L’impatto sarà dell’ordine di una perdita di 641 miliardi, di cui 469 miliardi quest’anno e quasi 172 l’anno prossimo. Ad oggi quelle del Cerved come quelle degli istituti internazionali sono stime. La situazione è ancora troppo fluida per parlare di previsioni. Sic stantibus rebus queste sono le prime proiezioni che quindi vanno prese con la dovuta cautela.