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politica

Quota 100 e Reddito di cittadinanza, chi vince su Google Trend?

Nella corsa per “quota 100” il Sud batte il Nord anche nelle interrogazioni effettuate sui motori di ricerca. Lo rivelano i dati registrati da Google Trend da inizio anno a oggi. Ponendo pari a 100 la regioni da cui sono partite il maggior numero di interrogazioni con i termini “quota 100” o “reddito di cittadinanza” si scopre che al primo posto si sono piazzate, rispettivamente, la Basilicata e la Calabria. A scalare tutte le altre regioni, con una prevalenza di quelle meridionali.

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Qui la classifica regionale.
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La classifica riguarda tutte le interrogazioni fatte sul motore di ricerca Google tra il 1° gennaio 2019 e oggi con termini di ricerca “quota 100” e “reddito di cittadinanza”. E’ posto pari a 100 il livello della Regione che ha sperimentato il maggior numero di ricerche e sono riscalati di conseguenza tutti gli altri livelli. Si tratta di una informazione qualitativa e approssimativa dell’interesse per le due misure. Qui il reddito di cittadinanza
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La classifica regionale

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Mentre sul fronte RdC l’ordinamento delle Regioni è quello che ci si poteva aspettare, “quota 100” sembra riscuotere più interesse nel Mezzogiorno e meno proprio lì dove ci si attendeva che invece fosse desiderata e attesa.

L’informazione offerta da questo big data è qualitativa e indica un’approssimazione di interesse per le misure in questione da parte di popolazioni di utenti potenziali. La classifica che ne risulta va letta con le dovute cautele (a un’interrogazione fatta su internet non necessariamente segue la domanda effettiva all’INPS) ma la tendenza è chiara. E smentisce le attese dichiarate secondo cui il Reddito di cittadinanza avrebbe totalizzato il massimo di domande al Sud mentre i più stringenti requisiti per “quota 100” avrebbe riservato l’interesse per il nuovo anticipo pensionistico soprattutto ai lavoratori con carriere contributive forti del Nord.

Evidentemente le cose sono andate (e stanno ancora andando) un pò diversamente, visto che anche il flusso dei dati amministrativi Inps confermano l’anomalia: c’è una frequenza di domande più elevata delle attesa dal Sud e da dipendenti pubblici. Alcune prime analisi, come quelle pubblicate da Reforming.it, hanno cominciato a indagare il fenomeno. La prima ipotesi è che “quota 100” non abbia sfondato al Nord, dove sono molto più numerosi i lavoratori in grado di superare i requisiti di accesso alla pensione anticipata sperimentale (62 anni e 38 di contributi minimi) perché l’anticipo riduce di una certa percentuale il valore della pensione e perché il divieto di cumulare la pensione con altri redditi da lavoro oltre i 5mila euro fino ai 67 anni è vissuto con un disincentivo molto forte. In altre parole, a fronte di una forte incertezza sul potere di acquisto futuro, molti potenziali quotasti avrebbero per il momento evitato di muoversi. Anche su internet.

Se queste prime evidenze venissero confermate con il flusso dei pensionamenti effettivi (i primi 50mila sotto attesi entro maggio) si determinerebbe una conseguenza non secondaria per il governo: le maggiori uscite dal mercato del lavoro stanno marciando di più nelle regioni dove i rimpiazzi saranno meno immediati, viste le minori dinamiche domanda/offerta. Le nuove assunzioni “innescate” da “quota 100” rischiano così di essere ancora più basse.

Per approfondire.

1. http://www.reforming.it/doc/1314/q100edisocc.jpg
2. http://www.reforming.it/articoli/domance-100-provincia#.XMsoHKI8b-V
3. http://www.reforming.it/articoli/domande-quota-100-tipologia#.XMsoNaI8b-U