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tecnologia

Auto elettrica: quante colonnine ci sono in Italia? Basteranno?

Scegliere di passare all’elettrico o di muoversi in bicicletta dipende fondamentalmente dalle infrastrutture presenti sul territorio: colonnine per la ricarica dei mezzi o piste ciclabili. Il rapporto di Legambiente uscito settimana scorsa analizza anche la presenza delle colonnine per la ricarica dell’auto elettrica dei 104 capoluoghi italiani, contando un totale di 2.368 prese nel 2018 in colonnine con più di 11 kW di potenza e 1885 prese in colonnine con meno di 11 kW. Riguardo a questi ultimi, le uniche regioni che ne possiedono più di 100  su tutto il territorio sono Toscana (645), Lombardia (376), Lazio (186), Emilia Romagna (158), e Trentino-Alto Adige (136).

Questi dati sono tratti dal rapporto Le città elettriche, il primo dossier sulle mobilità a emissioni zero in Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE (associazione per la mobilità elettrica).

Nel 2019 i numeri sono in netto aumento in quasi tutte le regioni: si contano oggi 2.684 prese in colonnine con meno di 11 kW e 5.507 per colonnine più potenti, in quest’ultimo caso il doppio rispetto all’anno precedente.  Parlare di totale però non aiuta a capire come stanno davvero le cose. Nonostante nel 2019 finalmente tutte le regioni si siano dotate sul proprio territorio di questa infrastruttura importante, le discrepanze sono immense. Se consideriamo la potenza maggiore si passa dalle 1134 della Lombardia e le 709 del Trentino Alto Adige, alle 79 della Calabria, alle 76 della Sardegna, alle 48 dell’Abruzzo, alle 27 della Basilicata. Per quanto riguarda invece le prese con potenzia inferiore a 11kW, si passa dalle 699 prese presenti in Toscana e dalle 499 in Lombardia, alle 43 della Sardegna  alle 41 della Sicilia, alle 29 dell’Abruzzo, alle 25 della Calabria, alle 14 della Campania, fino alle 7 della Basilicata.

Gli investimenti più consistenti li hanno effettuati Veneto e Piemonte, regioni passate rispettivamente da 144 a 528 prese e da 86 a 488 prese. Seppur con numeri  che restano molto minori (non si superano le 120 prese nel 2019) si evidenziano balzi in avanti importanti anche in Sicilia, Campania e Sardegna. Gli investimenti risultano invece un po’ meno evidenti per potenze minori, tranne che in Veneto, Piemonte e – con numeri minori – Sicilia e Sardegna.

Lombardia e Trentino hanno di fatto raddoppiato in un anno l’offerta di prese in colonnine più potenti nell’ultimo anno, ma non si può dire lo stesso di altre realtà. Fra le regioni simili per numero di abitanti e superficie, l’infrastruttura Campana per esempio rimane ancora profondamente stagnante. Nel 2019 sono 104 le prese di potenza superiore a 11 kW in tutta la regione, e solo 14 quelle per potenze minori. Solo lo 0,01% delle auto private, cioè un auto su 10 mila, sono elettriche, così come 3 scooter su 10 mila. La stessa percentuale dei veicoli elettrici di Roma.

A Milano invece, le auto elettriche sono una su mille e gli scooter due su mille. A Bolzano sono elettrici tre auto e due scooter su mille.

Ultimi commenti
  • salvatore |

    CHIEDO INFO. quando costa fare una ricarica alla colonnina ?

  • Matteo Carrozza |

    Ho comprato una macchina elettrica di seconda mano Inghilterra, e con un minimo di infrastruttura e’ fattibilisimo. A casa la ricarico in 3 ore, in colonnina rapida in meno di un ora. Quest’ ultima e’ gratis, e trovasi al supermercato. Che poi l’Italia sia all’ eta’ della pietra e’ un altro discorso. Ma non illudetevi che quello che fara’ l’Italia avra alcuna implicazione a livello globale. La VW (come pure Renault/Nissan e Peugeot) stanno investendo nell’elettrico e in Cina il 5% delle automobili vendute sono elettriche (e hanno target molto aggressivi per il 2023-2025). Fra qualche anno le aziende di automobili cinesi inizieranno ad esportare e domineranno il mercato budget.

  • Pm G |

    Sarebbe interessante capire come vengono alinentati questi punti di ricarica e soprattutto come si pensa di alimentare i futuri incrementi.

  • vetrallla |

    occorrono da due a otto ore per ricarica completa….e la massa non possiede box proprio con presa corrente, quindi è impossibile pensare a un futuro di mobilità come lo conosciamo ora.

  • Giampiero Minelli |

    Grave e costosissimo errore strategico quello di puntare sulle colonnine. L’auto elettrica ha bisogno di stazioni di servizio attrezzate per sostituire in pochi secondi, anche senza scendere dall’auto, una o entrambe le batterie standardizzate a bordo del veicolo, facendo pagare la differenza tra carica piena e residua. Le stazioni di servizio devono essere attrezzate per ricaricare (e verificare) le batterie tramite fotovoltaico in situ.

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