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cronaca

La mappa europea dei prezzi del carburante. Dove è più caro?

Il “Caro Benzina”, lo sappiamo è uno dei temi più sentiti. Se in riferimento ad una nazione è abbastanza comune analizzare quali siano le variazioni di prezzo della benzina durante un certo periodo, probabilmente può essere interessante riflettere su come paesi diversi presentino differenze sostanziali nei prezzi nel medesimo periodo.

Secondo i dati di Cargopedia, risalenti al 31 Ottobre scorso, appare evidente che la situazione europea è quantomeno variegata.

Dal grafico (col quale si può interagire per ottenere i prezzi per singola nazione) risulta una suddivisione piuttosto marcata con gli stati europei ripartiti mediante una palette semaforica che parte dal verde per le nazioni con i prezzi più economici per finire con il rosso dove i prezzi toccano i valori massimi.

Tenendo come quota di soglia il valore medio, pari a 1,228€ al litro, è da notare come quasi tutta l’Europa centro-orientale sia al di sotto di questo valore, con Russia (0,601 €/l) e Bielorussia (0,550 €/l) a contendersi lo scettro di paese più economico, seguite a qualche decimo di Euro di distanza dal terzetto costituito da Moldavia, Ucraina e Bosnia-Erzegovina, comunque tutte e tre entro la quota piscologica di un euro al litro.

Rimanendo al di sotto del prezzo medio europeo, si trovano principalmente i paesi della penisola balcanica e quelli della cosiddetta “orbita sovietica” ai quali si aggiungono Austria (1,177 €/l) e Spagna (1,203 €/l), paese in controtendenza rispetto alle nazioni del centro-ovest europeo. Gli spagnoli infatti sono gli unici cittadini di questa area a poter pagare mediamente un litro di benzina meno di 1,228€.

Tra le “big” europee, Germania (1,332 €/l), Gran Bretagna (1,340 €/l) e Francia (1,366 €/l) sono tutto sommato allineate e racchiuse in un intervallo di poco più di 3 centesimi, collocandosi nella fascia di prezzo medio-alta compresa appunto tra il valore medio e la quota di 1,450 €/l, pari circa al 18% di rincaro rispetto alla media continentale.

In cima alla classifica dei paesi più cari, senza troppe sorprese, si posizionano i paesi nordici guidati dalla Norvegia, prima assoluta a quota 1,684 €/l, seguita a ruota dall’Islanda (1,641 €/l), unica altra nazione sopra la barriera degli 1,6€ per litro.
Se Danimarca e Paesi Bassi non stupiscono in terza e quarta posizione considerando il valore degli stipendi medi del nord Europa, notoriamente tra i più alti del continente, trovare Italia e Grecia appaiate in quinta posizione con 1,521 €/l è probabilmente il dato che risalta maggiormente dal punto di vista del potere di acquisto.

Il caso dell’Italia ad ogni modo non deve stupire così tanto, specialmente se si tiene a mente che, rispetto al prezzo finale per il consumatore, anche a fronte di un costo industriale tutto sommato in linea con gran parte dei paesi europei, i veri fattori che determinano fanno schizzare i prezzi italiani ai vertici d’Europa sono la tassazione fiscale e le accise.
Sebbene ci siano imposizioni fiscali anche maggiori rispetto all’IVA italiana, certo è che la combinazione con le accise più onerose d’Europa creano un inequivocabile e poco invidiabile primato che difficilmente altre nazioni riusciranno a togliere ai consumatori italiani.