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politica

Rosatellum: come funziona il sistema misto proporzionale e maggioritario

Adesso è certo: andremo a votare con il Rosatellum. La nuova legge elettorale ha ieri ottenuto il via libera definitivo del Senato con i 214 voti favorevoli di Pd, Fi, Lega, Ap, Ala e altri gruppi minori mentre 61 sono stati i contrari (M5S,Mdp e Si) più 2 astenuti. Deputati e senatori saranno dunque eletti con un sistema per due terzi proporzionale e per un terzo attraverso collegi uninominali, dove il seggio verrà attribuito a chi prende un voto in più dei concorrenti.
Ora si attende a breve la firma del Capo dello Stato. Sergio Mattarella, nel corso di un incontro al Quirinale con un gruppo di studenti, ha ricordato che è «dovere» del presidente della Repubblica firmare i provvedimenti approvati dal Parlamento, anche qualora non li condivida «appieno». «Non contano le mie idee perchè non è a me che la Costituzione affida il compito di fare le regole con le leggi», ha insistito il presidente della Repubblica, sottolineando che c’è solo un caso in cui è suo dovere non apporre il sugello del Quirinale: quando arriva un provvedimento che contrasta «palesemente, in maniera chiara, con la Costituzione». Parole che indirettamente sono anche una risposta al M5S, che aveva prima ipotizzato una manifestazione davanti al Quirinale e ora sta riflettendo se chiedere un incontro al Capo dello Stato. «Vedremo», ha confermato Alessandro Di Battista, auspicando che «Mattarella non firmi» il Rosatellum.

Articolo sul Sole 24 Ore del 27 ottobre 2017