Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
politica

La società più equa? Si trova in Scandinavia

Il paradiso dell’equità è la Svezia. È qui che il divario tra gli stipendi dei più ricchi e quello dei più poveri è il più basso a livello europeo. E dove i redditi sono tra i più alti. Mentre i numeri dicono che più si alza il reddito medio più si riducono le disuguaglianze.

 

Per arrivare a queste conclusioni Infodata ha preso in considerazione i numeri di un recente rapporto Eurostat sulla distribuzione dei redditi a livello europeo nel 2014. E li ha incrociati con quelli, sempre disponibili sul sito dell’istituto europeo di statistica, sul reddito medio calcolato in Power purchasing standard. Ovvero normalizzato per dare conto dell’effettivo potere d’acquisto nei singoli Paesi, sempre con riferimento al 2014.

 

Il risultato è che le vecchie socialdemocrazie scandinave sono state capaci di costruire una società in cui ad un reddito con un alto potere d’acquisto corrisponde anche una maggiore equità. Nel senso che il divario tra i più ricchi ed i più poveri è più basso che in altri Paesi. Un traguardo che i Paesi del Nord devono dividere con la Svizzera: anche nei cantoni elvetici si guadagna bene e il divario di reddito tra le classi sociali non è così elevato. I risultati sono riassunti in quest’infografica:

Nella prima parte vengono messi a confronto l’equità sociale e il reddito medio. Più una bandiera si trova in alto, più è elevata la disuguaglianza tra i redditi più bassi e quelli più alti. Ad esempio in Polonia coloro che si trovano nel decile, questa l’unità scelta da Eurostat per i suoi calcoli, più alto guadagnano 4,7 volte tanto quelli decile più basso. Mentre più una bandiera è sulla destra più è alto il reddito medio.

 

Osservando la disposizione dei punti sul grafico si vede come all’aumentare del potere d’acquisto dei redditi si riducano anche le disparità. Nei Paesi in cui la popolazione è più povera, come la Macedonia e la Romania dove il reddito è intorno ai 2mila PPS l’anno, i più ricchi guadagnano almeno 3,5 volte tanto i più poveri. Mentre in Norvegia, dove gli stipendi arrivano a oltre 43mila PPS annui, chi sta meglio guadagna al massimo 2,4 volte quanto incassa chi sta peggio. L’Italia si trova più o meno a metà classifica. Nel senso che il reddito medio nel 2014 si è attestato poco al di sotto dei 16mila PPS. Mentre chi si trova nel decile più alto ha guadagnato 3,2 volte in più di chi si trova in quello più basso.

 

Per valutare al meglio la situazione nei singoli Paesi è possibile osservare la seconda parte dell’infografica, dove gli Stati sono ordinati in base al rapporto tra i redditi più alti e quelli più bassi (i quadrati blu). I punti in verde rappresentano invece il rapporto tra quanto guadagnano i più ricchi e il reddito medio, quelli rossi tra il reddito medio e quelli più bassi. Più questi due ultimi punti sono lontani, più sono profonde le disuguaglianze economiche, più si avvicinano più il reddito è equamente distribuito all’interno della società.

 

Sotto questo profilo, i Paesi che mostrano le differenze più profonde sono la Turchia e il Portogallo. Mentre quelli in cui c’è una distribuzione quasi lineare dei redditi sono Germania, Repubblica Ceca, Olanda, Norvegia e Danimarca. In Italia, infine, i redditi più alti sono 2,1 volte quelli medi, che a loro volta sono una volta e mezza quelli più bassi. Non certo la situazione peggiore nel vecchio continente. Ma comunque spia delle disuguaglianze che attraversano il Paese.

Ultimi commenti
  • andrea vironda |

    come precisamente @Alessandro?

  • passi |

    per qualsiasi necessità dii finanziamento o di prestito volete contattare questo che potrà aiutarli cinziamilani62@gmail.com

  • Alfonso |

    hai ragione in pieno !!!!

  • Alessandro |

    Direi che prima che tassare al 60% i redditi di persone che i tributi (e non sono noccioline) comunque li pagano fino all’ultimo euro, in Italia bisognerebbe far pagare le tasse a chi evade!

  • pietrosasso |

    In Svezia gran parte di quelli che hanno un reddito pagano dal 30 al 35% di tasse – pensionati inclusi. Ovvero la tassa “comunale”. Anche quelli con redditi relativamente bassi visto che una parte delle tasse si pagano per finanziare il welfare che anche quelli con redditi relativamente bassi consumano.
    Quelli che hanno redditi superiori a €40mila annui pagano inoltre anche la “tassa statale” e fino al 60% – per chi ha introiti superiori a €60mila annui.
    Dunque un personaggio come Beppe Grillo che incassa €1milione annui dovrebbe pagare €600mila di tasse. E altrettanti pagherebbero tanti di quelli con vitalizi, pensioni d’oro e altro.
    Mentre in Italia pagano spesso in … noccioline.
    Cominciamo a fare una bella riforma fiscale tipo scandinavo/svedese e non pochi dei problemi del Bel Paese potranno essere risolti.

Suggeriti