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cronaca

Musica illegale, un utente su tre ricorre allo stream ripping.

Nel 2016 in Italia l’85% dei giovani consumatori accedono a servizi di musica legale. Tuttavia, il 45% dei ragazzi tra i 16 e i 24 anni praticano lo stream ripping. Di cosa si tratta? Un sistema illegale per convertire i video musicali presi da YouTube in tracce mp3, sincronizzabili poi su qualunque device. I numeri sono preoccupanti: a fronte di una platea ampia di utilizzatori di servizi di streaming a pagamento aumenta però di pari passo anche la percentuale degli utenti internet che accedono a contenuti senza licenza (35%).

È un fenomeno giovane e lo dimostra anche la copertura su base demografica, che diminuisce con l’aumentare dell’età. Sono quindi ancora una volta i ragazzi nella fascia tra i 16 e i 24 anni ad essere protagonisti del cambiamento (il 49% di quelli che utilizzano internet ricorrono anche allo stream ripping).

Il documento è basato sulla ricerca condotta da IPSOS tra gli utenti internet, principalmente tra i 16 e 64 anni, in 13 dei maggiori mercati musicali nel mondo e presenta dei focus relativi al cambiamento nei comportamenti dei consumatori fornendo insight di valore su questioni prioritarie attualmente per l’industria musicale.

 

 

Dalla ricerca emerge che il 71% della popolazione attiva online accede regolarmente a contenuti musicali e che i servizi di streaming stanno diventando sempre più popolari sopratutto tra i giovani sotto i 25 anni. Gli smartphone sembrano progressivamente sostituire il computer per l’ascolto di musica e sono preferiti sopratutto dagli utenti che scelgono un servizio streaming in abbonamento.

Il servizio più utilizzato online è YouTube: l’82% dei visitatori infatti, lo utilizza per consumare musica, specialmente quella che già conosce. I giovanissimi (13-15 anni) risultano fortemente orientati all’ascolto online e ben disposti rispetto all’idea di pagare per un abbonamento, eppure la violazione del copyright resta un problema significativo e sta assumendo nuove forme con un numero sempre più utenti che utilizzano lo stream ripping.

Un ruolo importante nel favorire il fenomeno della pirateria è giocato dai motori di ricerca. Si calcola che circa il 66% degli utenti che cercano musica gratuita su Google siano esplicitamente alla ricerca di siti pirata.

 

@MichelaPiccoli_