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economia

Brexit fa precipitare ancora la sterlina

Due elementi sono alla radice dell’indebolimento del pound. Il tono netto che Theresa May ha voluto usare per escludere ogni possibile tradimento della volontà popolare, avocando a sè, e non a Westminster, il potere ultimo di decisione e per riaffermare che la “difesa” dall’immigrazione intra-Ue è elemento centrale della strategia di una Londra tornata «sovrana e indipendente». In secondo luogo il mercato dei cambi ha avvertito il brivido di una tempistica che si è fatta d’improvviso reale. La signora premier ha confermato che entro il marzo del 2017 sarà innescato l’articolo 50 capace di regolare il recesso dei membri Ue dal consesso comune. Significa che la Gran Bretagna ha – da oggi – due anni e mezzo per chiudere la trattativa probabilmente più complessa, in assoluto, fra una capitale e l’istituzione a cui appartiene.
Brexit è dunque divenuto evento inevitabile salvo colpi di scena che il mercato non considera. E tanto è bastato per spingere all’ingiù la sterlina mentre il Ftse cresceva sull’onda anche di nuove notizie positive dall’indice Pmi sulla manifattura. balzato a quota 55,4 nel mese di settembre. Una crescita dal 53,4 di agosto che si spiega con l’ottima performance delle esportazioni sulla scia, appunto, di un pound debole.

Articolo pubblicato a pagina 5 del Sole 24 Ore del 4 ottobre 2016
Ultimi commenti
  • desertoarido |

    Aumentano di sicuro le esportazioni ma diminuisce il valore del pound.
    Significa che il salario degli operai varrà di meno.
    Gli inglesi sono stati vittima della demagogia nazionalista.
    L’impero britannico e’ da tempo finito.
    Velleità imperialiste da dimenticare.
    L’Europa farebbe un grosso errore a comportarsi come loro.
    Bisogna che l’UE non aumenti la grave frattura che i cittadini inglesi,e non scozzesi,hanno voluto.

  • Giacomo |

    Le grandi Nazioni si contraddistinguono per le decisioni che sanno prendere .
    Usano la democrazia per governare , praticano l’ arte del comando con autorevolezza tenendo debitamente conto del volere popolare.
    Nulla hanno da spartire con i governanti continentali ,pavidi ed impauriti, pieni di loro stessi , ammaliati da rendite e privilegi senza un progetto , senza uno statista di spessore che indichi loro una nuova via.

  • Leonardo |

    Gli inglesi con la loro arroganza non devono avere nessun aiuto dall’Europa. Brexit è è Brexit sia. Io alzerei un muro per testarlo come extracomunitari. Il visto per accedere all’area euro ed i dazi doganali per riprendere le società che la hanno la loro sede legale. Isoliamo il regno unito e che non si permetta più di interferire con le leggi europee

  • Manoel |

    Buttarli fuori subito, cancellando tutti ibilaterali, visto che l’Europa non gli piace. Dobbiamo sempre aspettare i loro comodi?

  • Paolo |

    Sbaglio o molti economisti auspicherebbero una svalutazione per l’area euro allo scopo di favorire l’export? Come pure non si è sempre criticata la situazione della valuta europea in quanto permette alla Germania di avere una moneta sottostimata rispetto alle proprie condizioni economiche poichè “moderata” dalle altre economie in affanno?
    Quanto alle ventilate misure ritorsive verso l’UK vorrei proprio vedere visto che i dazi sono pressochè inesistenti anche con le economie più aggressive e spregiudicate al solo fine di far girare capitali e merci a basso costo; tanto gli “schiavi” che ripianano i disavanzi sono sempre disponibili.

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