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cronaca

Roma, l’emergenza rifiuti costa 132 milioni l’anno

L’emergenza rifiuti di Roma è stata saltata a pie’ pari. Ciò che ha consentito ai romani di evitare la perdita della faccia di fronte al mondo non è stato il tritovagliatore di Rocca Cencia, un impianto invocato come indispensabile dall’assessore Paola Muraro, tritovagliatore che non ha frullato nemmeno un grammo di spazzatura. Ciò che ha evitato scandalo ed emergenza è stato il “generale Agosto”, il fatto che i romani sono partiti per le vacanze. La produzione di spazzatura si è ridotta di un terzo e — come tutti gli anni in agosto — l’azienda di nettezza urbana Ama ha potuto liberarsi dei rifiuti accumulati, fare manutenzione e lucidare gli ottoni.
Ma che cosa manca per far diventare Roma una città “normale” come Vienna, Milano, Copenaghen, Parigi o Torino? Sostanzialmente Roma deve uscire dalla schiavitù dei poco utili Tmb (impianti di trattamento meccanico biologico, frullatori giganti che producono rifiuti selezionati di qualità modesta) e deve darsi un sistema di incenerimento nell’ordine delle 450mila-550mila tonnellate l’anno.

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 7 settembre a pagina 17
Ultimi commenti
  • Giuseppe de CESARE |

    Signor Felice, mi permetta di affermare che un bilancio di massa deve sempre chiudersi in pareggio. Non so se tale principio oggi può essere ignorato. La sua è una riflessione corretta che permette di risolvere la gestione della quota parte di rifiuto recuperabile. Ben vengano impianti a tecnologia complessa in grado di chiudere il cerchio (n.d.r. Barry Commoner) che non siano gli inceneritori se le piaccia questo termine. L’amara verità è che il territorio rifiuta anche tecnologie di trattamento diverse dagli inceneritori.
    In ogni caso, quella parte di rifiuti non recuperabile come la vuole gestire?
    Se fosse possibile eviterei lo smaltimento dei rifiuti non recuperabili mediante stoccaggio definito.
    Per me un sistema completo di gestione rifiuti, meglio un sistema integrato deve prevedere le diverse tecnologie con una gerarchia di utilizzo.
    Nel porgere i più cordiali saluti, auguro un buon fine settimana.

  • Felice |

    Se leggete bene i dati, la soluzione non sarà certo portare la frazione indifferenziata presso un inceneritore. Il più importante deficit riguarda la gestione della frazione umida e differenziata, questo vuol dire che sono altre le strutture da potenziare (e non la costruzione di un inceneritore… non abbiate paura o vergogna di chiamarlo con il suo vero nome).

  • Roberto |

    Jazz00 mi scusi, ma la sua è ironia spicciola! Sembrerebbe non abbia molta conoscenza del processo/ flusso di gestione dei rifiuti. L’uso dell’inceneritore per la frazione dell’indifferenziato è fondamentale. Il problema non sono gli impianti, la tecnologia è quanto di meglio esista, eventualmente il problema potrebbe essere legato alla mala gestione, ma la mala gestione si può trovare in tanti altri ambiti, anche nella gestione della frazione differenziata. Le posizioni ideologiche sono inefficaci. Saluti

  • Giuseppe de CESARE |

    La città è una grande casa dove gli occupanti sono i cittadini.
    E come una normale casa per garantire la salubrità degli ambienti abitativi ha bisogno di forniture e servizi, compresi quelli igienici.
    Ora immaginate una città come Roma senza un sistema integrato di tecnologie per la corretta gestione dei rifiuti? È come avere una casa senza servizi igienici. L’inceneritore (politicamente scorretto) o termovalorizzatore (politicamente corretto) è un tassello importante e necessario per un’efficace sistema integrato di gestione rifiuti. La relativa mancanza è come un bagno in una casa senza WC. Né è giustificabile la mancanza del WC in una casa perché il suo utilizzo potrebbe produrre sgradevoli sensazioni olfattive. E la soluzione non può essere per l’occupante l’uso del WC della casa accanto. Ogni territorio, individuato in misura ottimale, dovrebbe avere tutte le tecnologie possibili per il recupero ovvero quando non possibile per lo smaltimento corretto dei rifiuti prodotti nel territorio medesimo.
    L’inceneritore come altre tecnologie usate completa il sistema integrato della rete impiantistica necessaria alla corretta gestione dei rifiuti. Roma, ed altre città, devono attrezzarsi. Il nodo da sciogliere credo non sia la presenza di un inceneritore in un territorio ma è il controllo serio, continuo ed affidabile delle emissioni in atmosfera rivenienti dal trattamento termico dei rifiuti. D’accordo con i termovalorizzatori, ma avere nel contempo certezza di garanzie severe ed infallibili di controllo di tutto il processo di incenerimento.

  • Giuseppe de CESARE |

    La città è una grande casa dove gli occupanti sono i cittadini.
    E come una normale casa per garantire la salubrità degli ambienti abitativi hanno bisogno di forniture e servizi, compresi quelli igienici.
    Ora immaginate una città come Roma senza un sistema integrato di tecnologie per la corretta gestione dei rifiuti? È come avere una casa senza servizi igienici. L’inceneritore (politicamente scorretto) o termovalorizzatore (politicamente corretto) è un tassello importante e necessario per un efficace sistema integrato di gestione rifiuti. La relativa mancanza è come un bagno in una casa senza WC. Né è giustificabile la mancanza del WC in una casa perché il suo utilizzo potrebbe produrre sgradevoli sensazioni olfattive. E la soluzione non può essere per l’occupante l’uso del WC della casa accanto. Ogni territorio, individuato in misura ottimale, dovrebbe avere tutte le tecnologie possibili per il recupero ovvero quando non possibile per lo smaltimento corretto dei rifiuti prodotti nel territorio medesimo.
    L’inceneritore come altre tecnologie usate completa il sistema integrato della rete impiantistica necessaria alla corretta gestione dei rifiuti. Roma, ed altre città, devono attrezzarsi. Il nodo da sciogliere credo non sia la presenza di un inceneritore in un territorio ma è il controllo serio, continuo ed affidabile delle emissioni in atmosfera rivenienti dal trattamento termico dei rifiuti. D’accordo con i termovalorizzatori, ma avere nel contempo certezza di garanzie severe ed infallibili di controllo di tutto il processo di incenerimento.

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