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tecnologia

Internet Safer day: le statistiche, i numeri e qualche consiglio

Nella Giornata Internazionale della navigazione sicura, l’Internet Safer Day, Info Data ha raccolto un po’ di statistiche e dati. Partiamo dall’Europa. Eurostat, anche se i dati non sono tutti recentissimi, fornisce una fotografia del rapporto che gli europei e quindi i singoli Stati hanno nei confronti del digitale e della sicurezza online. Si possono navigare i dati per singolo Paese, apprezzare lo scostamento rispetto alla media europea, e stimare i nostri comportamenti in fatto di fiducia nei confronti dei servizi online.

 

Una seconda visualizzazione invece si concentra sul confronto tra Stati membri dell’Europa in termini di utilizzo delle tecnologie in ambito security. Si va quindi ad apprezzare la percentuale di aziende che usano il computer. I dati sono sorprendentemente (qualche sospetto c’è= bassi. 

Infine un po’ di numeri e di consigli.

Secondo l’UNICEF, ogni giorno oltre 175.000 bambini si connettono ad internet per la prima volta – un bambino ogni mezzo secondo; nel mondo 1 utente su 3 è un bambino: i giovani rappresentano il gruppo di età più connesso. Nel mondo, il 71% di loro è online, comparato al 48% della popolazione totale.

Alcuni dati:

  • I giovani africani sono i meno connessi, con circa 3 giovani su 5 offline, comparati a solo 1 su 25 in Europa.
  • il 92% di tutte le URL connesse ad abusi sessuali su minori identificate a livello globale dalla Internet Watch Foundation sono localizzate in 5 paesi: Canada, Francia, Olanda, Federazione russa e Stati Uniti.
  • Alcuni adolescenti, inviano 4000 messaggi al mese, o uno ogni sei minuti.
  • Negli Stati Uniti, il 92% degli adolescenti fra i 14 e i 17 anni è quotidianamente online. I dispositivi mobili, in particolare gli smartphone – e il 73% dei ragazzi in questa fascia d’età ne possiede uno – consentono di essere online “quasi costantemente”. La situazione in Europa è molto simile.

Una recente indagine di Kaspersky Lab ha indagato quante informazioni personali siano diventate di dominio pubblico: la ricerca ha rivelato che la maggior parte delle persone intervistate (93%) condivide le proprie informazioni online e di queste il 70% condivide foto e video dei propri figli.

In modo preoccupante, quasi la metà (44%) degli utenti non prende in considerazione il fatto che le informazioni personali condivise su internet, una volta diventate di dominio pubblico, possono sfuggire al controllo dei loro proprietari. Una persona su cinque ammette di condividere dati sensibili con persone che non conosce bene e con estranei, limitando così la possibilità di controllare il loro uso futuro.

Microsoft ha diffuso i risultati dell’edizione 2017 Digital Civility Index, ricerca che analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti (13-17) e degli adulti (18-74) rispetto all’educazione civica digitale e alla sicurezza online in 23 Paesi, Italia inclusa. Secondo lo studio, l’Italia si posiziona al 10° posto nella classifica, su un totale di 23 Paesi, per l’esposizione ai rischi online.  In particolare:

 Il 63% degli intervistati dichiara di essere stato vittima di almeno uno dei principali rischi online, in particolare di contatti indesiderati (45%) e di fake news, truffe e frodi online (28%). La percentuale sale all’81% se si includono anche esperienze di amici e familiari.Dal rischio virtuale a quello reale il passo è breve: il 40% ha incontrato di persona l’autore della minaccia e nel 38% dei casi, le minacce sono perpetrate da familiari, amici o conoscenti (+2% rispetto alla media globale).

53% dei partecipanti alla ricerca hanno riportato di aver subito molestie, posizionando l’Italia al 12° posto in classifica per questo tipo di rischio.  Lo studio definisce molestie i contatti indesiderati, il sexting indesiderato, molestie online, cyberbullismo e misoginia. Complessivamente, le donne riportano maggiori livelli di molestie rispetto agli uomini. Gli adulti riportano di essere oggetto di molestie più che i teenagers.

 

Ancora in ambito tech, secondo Avira in Italia, una delle minacce online più diffuse nel 2017 è stata un adware: Adware/ELEX.aqiqx (931.000 rilevamenti). Adware è l’abbreviazione di “advertising software”, un programma che mostra banner pubblicitari e/o pop-up sui dispositivi degli utenti senza averne l’autorizzazione. L’adware dirotta il vostro browser e vi reindirizza a siti web di terze parti. Il peggio è che le informazioni sensibili relative alle vostre abitudini di acquisto e navigazione sul web vengono raccolte senza che ne siate conoscenza e ne abbiate dato il consenso. Una volta eseguito, questo adware mostra annunci invadenti e fastidiose finestre pop-up sui siti web che state visitando. Basti pensare che è sufficiente aprire per errore una finestra pop-up mentre state cercando i candidati agli Oscar di quest’anno perché ciò accada.

Quattro regole da seguire.

  1. installate un software antivirus
  1. Usate una VPN: VPN è l’acronimo di Virtual Private Network (rete privata virtuale) ed è diventata uno strumento necessario tanto quanto l’antivirus. Una VPN vi permette di:
  1. Cambiate abitualmente le password: l’ideale sarebbe averne una diversa per ogni account. Se temete di poterle dimenticare o che ci voglia troppo tempo per trovare moltissime password valide ogni tre mesi
  1. Mantenete aggiornato il vostro dispositivo: è un’operazione essenziale quando si tratta della vostra sicurezza online. Ogni dispositivo contiene una vasta gamma di applicazioni che richiedono numerosi aggiornamenti e patch, quindi se scegliete di farlo manualmente potreste non avere abbastanza tempo per guardare la notte degli Oscar online.