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Cyberspionaggio e politica: i dossier, gli indagati e il database riservato

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L’obiettivo era di «acquisire informazioni e dati sensibili» per crearsi un «vantaggio nel mondo politico e dell’alta finanza». Oltre 18. 327 dossier «univoci» con dati riservati di Camera, Senato e dei ministeri dell’Interno, degli Esteri, del Tesoro e della Giustizia, erano finiti in server “schermati” negli Usa, per poi essere presumibilmente venduti al miglior offerente o, nella peggiore delle ipotesi, per diventare strumento di ricatto.
Sono gli atti d’indagine della Procura della Repubblica di Roma a delineare lo scenario in cui avrebbero operato i due principali artefici delle intercettazioni illecite: Giulio Occhionero e la sorella Francesca Maria, entrambi esperti di informatica. Un’attività di «dossieraggio» avviata nel 2012 che, tuttavia, non sarebbe «isolata»: gli «indizi probatori lasciano intendere che la presente vicenda si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza» con lo scopo di impossessarsi di dati «sensibili»

Articolo sul Sole 24 Ore del 11 gennaio 2017