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cronaca

La classifica globale dei ponti sospesi più lunghi e il confronto con il progetto di Messina

Il premier Matteo Renzi ha rilanciato pochi giorni fa durante l’evento per i 110 anni dell’azienda Salini Impregilo il progetto infinito del Ponte sullo Stretto (se ne parla dall’epoca degli antichi romani e ha attraversato la storia politica del nostro Paese fino alla messa in liquidazione della società  Stretto di Messina operata dal Governo Monti nel 2013). L’imponente opera ingegneristica dal costo di cinque miliardi di euro ( cioè più o meno la stessa cifra che sulla carta era prevista per finanziare le Olimpiadi a Roma del 2024)  potrebbe dunque ripartire.
La sfida, prima che politica, è però come si può osservare dal confronto con altri ponti esistenti nel mondo, è strutturale. La campata centrale di oltre 3mila metri di lunghezza, con sei corsie stradali e due ferroviarie, potrebbe superare tutti i record mondiali per i ponti sospesi.

Fonte: Wikipedia (1) e (2). Dataviz: Andrea Gianotti.

Ultimi commenti
  • Antonino Casciano |

    Sono un geometra del ministero delle finanze ed evidenzio che lo stretto di messina non potrà mai essere attraversato da un collegamento pontificio con una luce superiore unica di metri 2500.

  • Antonino Casciano |

    Sono un geometra del ministero delle finanze ed evidenzio che lo stretto di messina non potrà mai essere attraversato da un collegamento pontificio con una luce superiore unica di metri 2500.

  • Giuliano Delfiol |

    Da sempre favorevolissimo alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, ho invece enormi perplessità sul progetto andato in appalto. La luce unica di 3300 m nasce infatti da considerazioni tecniche ormai superate, risalendo questa scelta a decenni fa. Allora il problema di grandi fondazioni in mare profondo era ritenuto inaffrontabile, mentre successivamente è stato risolto e con risultati soddisfacenti e numerose applicazioni alle piattaforme petrolifere del Mare del Nord.
    Oggi sarebbe possibilissimo fondare una torre nello Stretto e dividere la luce totale in due campate, è quello che per es. è stato fatto nel citatissimo ponte di Akashi Kaikyō nella baia di Kobe, attualmente quello con la campata più lunga al mondo, circa 2000 m.
    Con questa soluzione avremmo sullo Stretto un ponte sospeso a due campate di luce un po’ inferiore al ponte di Kobe. Il progetto risulterebbe sicuramente molto meno costoso.
    Fino a 2 km di luce i costi di un ponte sospeso possono essere valutati in preventivo con buona credibilità, essendovi esperienze concrete. Ma il ponte oggi in progetto sullo Stretto ha una campata di 3300 m, cioè del 60 % superiore a quanto finora costruito. E’ chiaro che nella realizzazione di un’opera siffatta ci si inoltra in acque tecnicamente sconosciute: poi tutto si supera, volendolo e potendoselo permettere. Ma ovviamente è impossibile prevedere a che costi.
    Una radicale riconsiderazione del progetto alla luce delle esperienze fatte altrove durante i decenni trascorsi nelle controversie politiche nazionali sul pontesì/ponte no sarebbe a mio avviso indispensabile. Naturalmente sarebbe da intraprendere a valle di una determinazione politico-finanziaria realmente credibile. Altrimenti sarebbero solo altre perdite di tempo.

  • Giuliano Delfiol |

    Da sempre favorevolissimo alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, ho invece enormi perplessità sul progetto andato in appalto. La luce unica di 3300 m nasce infatti da considerazioni tecniche ormai superate, risalendo questa scelta a decenni fa. Allora il problema di grandi fondazioni in mare profondo era ritenuto inaffrontabile, mentre successivamente è stato risolto e con risultati soddisfacenti e numerose applicazioni alle piattaforme petrolifere del Mare del Nord.
    Oggi sarebbe possibilissimo fondare una torre nello Stretto e dividere la luce totale in due campate, è quello che per es. è stato fatto nel citatissimo ponte di Akashi Kaikyō nella baia di Kobe, attualmente quello con la campata più lunga al mondo, circa 2000 m.
    Con questa soluzione avremmo sullo Stretto un ponte sospeso a due campate di luce un po’ inferiore al ponte di Kobe. Il progetto risulterebbe sicuramente molto meno costoso.
    Fino a 2 km di luce i costi di un ponte sospeso possono essere valutati in preventivo con buona credibilità, essendovi esperienze concrete. Ma il ponte oggi in progetto sullo Stretto ha una campata di 3300 m, cioè del 60 % superiore a quanto finora costruito. E’ chiaro che nella realizzazione di un’opera siffatta ci si inoltra in acque tecnicamente sconosciute: poi tutto si supera, volendolo e potendoselo permettere. Ma ovviamente è impossibile prevedere a che costi.
    Una radicale riconsiderazione del progetto alla luce delle esperienze fatte altrove durante i decenni trascorsi nelle controversie politiche nazionali sul pontesì/ponte no sarebbe a mio avviso indispensabile. Naturalmente sarebbe da intraprendere a valle di una determinazione politico-finanziaria realmente credibile. Altrimenti sarebbero solo altre perdite di tempo.

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