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economia

Il Titanic e l’abisso sociale: come vedere un iceberg

La tragedia del Titanic, affondato nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912 dopo lo scontro con un iceberg al largo dell’Oceano Atlantico, proprio durante la sua prima traversata, ci consente un’analisi descrittiva che offre uno spaccato della società di inizio ventesimo secolo, da un lato, ma anche alcune evidenze drammaticamente attuali.

Un ricco dataset, disponibile online, contiene infatti informazioni dettagliate su tutti i passeggeri registrati, la classe di imbarco, il numero di figli o di accompagnatori, il prezzo pagato per il biglietto, origine e destinazione. Le statistiche, oltre a una descrizione accurata della popolazione a bordo, ci consentono di rispondere alla fatidica domanda: ma Jack Dawson poteva o no salvarsi?

Scherzi a parte, la ricostruzione di James Cameron sembra giustificare una dipartita del nostro aspirante pittore, per svariati motivi.

Come mostrano gli istogrammi qui sopra, pecunia non olet, neanche in mezzo all’oceano. I viaggiatori di prima classe si sono salvati, in percentuale, in modo sensibilmente più elevato di quelli della seconda e, con perfetta discesa sociale negli abissi, della terza.

A parte la decina di persone che viaggiava con un biglietto gratuito (costruttore e finanziatore, ma anche qualche ‘fortunato’ in terza classe), i prezzi dei biglietti variavano da un minimo di 7 sterline a un massimo di 512.

Sappiate che 512 sterline nel 1912 oggi varrebbero davvero un sacco di soldi. Quanti non ve lo dico nemmeno.

Scopritelo voi qui.

Non avendo l’informazione sul reddito dei passeggeri a disposizione, il prezzo dei biglietti può essere utilizzato per calcolare comunque qualche indicatore di disuguaglianza. Quello principe è il Gini, che misura come è distribuito il denaro all’interno di una certa popolazione. Può assumere valori tra 0 e 1.

0 indica massimo egualitarismo: una situazione, insomma, dove tutti hanno le stesse risorse; 1 indica massima concentrazione, nell’ipotesi che soltanto una persona possegga tutta la ricchezza.

Analizzando il prezzo dei biglietti del Titanic (che ha una bella variabilità, nonostante si tratti di titoli di viaggio), il risultato è 0.57. Insomma, anche a bordo del transatlantico la società aveva la sua bella sperequazione.

Concentrando l’attenzione sui super ricchi (top 1%), quelli con un biglietto sopra le 150 sterline, la proporzione dei superstiti fa un ulteriore bel salto: dal 61% al 75%.

I dati mostrano che l’equipaggio ha, comunque, effettivamente dato la precedenza a donne e bambini:

Non c’è evidenza, invece, che ci sia stato un qualche atto di gentilezza verso gli anziani.

E veniamo a Jack Dawson: terza classe, uomo adulto, senza figli o accompagnatori. I grafici seguenti mostrano che aveva davvero poco da sperare.

Le persone sole o le famiglie molto numerose, tipicamente con biglietti di terza classe, vedevano le loro chances ridotte al lumicino.

Ma qui dobbiamo smentire il film, in parte, e dire una cosa che forse in pochi sanno.

Il Titanic è partito da Southampton, in Inghilterra, ma ha fatto scalo sia a Cherbourg, in Normandia, e a Queenstown in Irlanda. Se si guarda ai sopravvissuti in base al porto di imbarco, la situazione è la seguente:

Il fatto è che il grosso dei passeggeri di prima classe si è imbarcato a Cherbourg. E qui viene in mente Michael Sandel, autore di Quello che i soldi non possono comprare, quando parla della disuguaglianza e del disastro sociale prodotto da una società iniqua in cui i membri della stessa finiscono con il condurre vite separate, anche fisicamente.

Il 1912 non sembra così diverso, in tutto ciò, dal mondo iperconnesso.

Povero Jack, di speranze ne avevi davvero poche. Ma forse vale la pena alzare un po’ il tiro e chiudere con un perfetto De Gregori:” La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento. E puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare morto. Sior Capitano mi stia a sentire, ho belle e pronte le mille lire, in prima classe voglio viaggiare su questo splendido mare.”