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I giovani uomini e le giovani donne si stanno allontanando tra di loro politicamente? All’interno delle intenzioni e dei voti effettivamente registrati negli ultimi mesi, sembra che l’attuale spettro che si sta aggirando per l’Europa sia proprio questo: la tendenza dei giovani uomini di votare partiti più conservatori e quella delle giovani donne di votare partiti più progressisti.
L’European Correspondent ha analizzato il fenomeno utilizzando diverse fonti, tra cui i dati presenti nell’European Quality of Government Index (EQI), nella sua edizione del 2024, quindi iniziamo con qualche esempio dell’European Correspondent di paese in cui i partiti considerati di destra hanno attirato più i giovani che le giovani: Svezia, elezioni di settembre, il 22% degli uomini under 30 ha votato il partito di estrema destra Sweden Democrats, contro circa il 10% delle donne nella stessa fascia di età; elezioni statali di Berlino, circa il 50% delle donne con meno di 25 anni di età ha votato per il partito di sinistra, contro il 34% degli uomini; Polonia, elezioni del 2023, il 26.3% degli uomini con meno di 30 anni ha votato per il partito di estrema destra Confederazione Libertà e Indipendenza, mentre solamente il 6.3% delle donne ha fatto lo stesso.
In Italia? Se consideriamo le elezioni del 2022 questo trend non è visibile, ma andando a osservare il sondaggio di Demopolis, realizzato a maggio, sulle intenzioni di voto degli under 30, qualcosa salta all’occhio. Considerando il campione intervistato, ritenuto rappresentativo dell’intera popolazione all’interno della fascia di età 18-29 anni, i partiti di destra sarebbero votati di più dagli uomini che dalle donne, le quali prediligono PD, M5S e AVS: dal sondaggio emerge che, tra i giovani, la destra piaccia più ai ragazzi, con una quota del 33% degli uomini contro il 21% delle donne che hanno espresso preferenze per Fratelli d’Italia o Futuro Nazionale.
Prima nota a margine: Demopolis non riporta Forza Italia e Lega, che tra gli under 30 risultano sotto la soglia del 5% usata nel sondaggio.
Seconda nota a margine: dalla metodologia del sondaggio emerge inoltre che il margine massimo di errore è del 3% e che hanno risposto 800 persone su 6.408 persone contattate: questo margine vale per il campione intero, ma i dati per sesso potrebbero essere molto meno precisi. Considerando che le percentuali sono calcolate solo su chi voterebbe, otteniamo una possibile stima di 350 rispondenti, quindi con circa 175 ragazzi e 175 ragazze: su numeri così piccoli, il margine di errore sale molto e alcuni risultati potrebbero non reggere. Il divario complessivo sulla destra (12 punti) supera di poco il margine d’errore, mentre quello su Fratelli d’Italia da solo (6 punti) no.
Mettendo da parte i dettagli tecnici del sondaggio italiano, torniamo a parlare di Unione europea e di come gli uomini e le donne si stiano allontanando a livello politico. Attraverso l’European Quality of Government Index è possibile rispondere a svariate domande, ma ce ne sono alcune, le cui risposte, risaltano di più. Nell’articolo dell’European Correspondent, intervistando gli autori dello studio utilizzato, emerge che generalmente i giovani siano più progressisti sulla maggior parte dei temi e siano anche abbastanza d’accordo con l’altro sesso sulle stesse questioni, quali ad esempio immigrazione, ambientalismo, omosessualità (anche se, come vedremo, in Italia su questo tema il divario tra ragazzi e ragazze è tra i più ampi d’Europa) e aborto. Il discorso cambia se parliamo di diritti delle donne e uguaglianza di genere, dove i giovani ragazzi sembrano essere rimasti più conservatori.
La manosfera è quell’universo online in cui ogni comunità condivide con le altre l’idea che la società moderna sia discriminatoria nei confronti degli uomini a causa del pensiero femminista. L’impatto dei social sulle idee politiche è da tempo oggetto di studio, tanto che una ricerca del Pew Research ha evidenziato che molte persone tendono a ritenere i social media un pericolo per la democrazia. Attraverso i dati dell’European Quality of Government Index possiamo vedere l’associazione tra uso dei social network e posizioni ostili all’avanzamento dei diritti delle donne: tra i ragazzi europei sotto i 30 anni che passano almeno 5 ore al giorno sui social, il 35% ritiene che promuovere i diritti delle donne e delle ragazze sia andato troppo oltre, perché minaccia le opportunità degli uomini e dei ragazzi.
Ciò che notiamo è che la quota di persone con queste idee cresce all’aumentare del tempo speso sui social, arrivando al divario più grande di 20 punti negli uomini over 65. Stupisce anche il fatto che non siano solamente gli uomini a pensarla così; infatti, anche nelle donne, tranne le più giovani, maggior tempo speso sui social è associato a essere d’accordo con il fatto che promuovere i loro stessi diritti sia andato troppo oltre, nonostante la loro base di partenza (fino a 2 ore al giorno di social) sia ferma al 16% in tutte le fasce di età, mentre negli uomini questa si dimostra già più elevata, specialmente tra i giovani.
Andando a verificare come cambia l’associazione tra tempo speso sui social e posizioni ostili ai diritti delle donne, emerge che la relazione è molto più marcata negli uomini, specialmente tra quelli nella fascia tra i 18 e i 29 anni, con uno scarto di 17 punti tra chi non utilizza social e chi ci trascorre 7 ore o più. Tra le under 30 invece non c’è una relazione chiara: le differenze tra i livelli di utilizzo sono piccole e rientrano nel margine d’errore.
Tornando all’Italia e al caso citato precedentemente, notiamo un divario politico importante relativo alla posizione sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. I diritti degli omosessuali sono da sempre un baluardo dei movimenti più progressisti e delle lotte sui diritti civili, quindi una posizione contraria potrebbe essere un proxy di quanto una persona tenda a essere più progressista o conservatrice, almeno sui temi civili.
Sarebbe sbagliato dire che i giovani in Italia non sono favorevoli al matrimonio tra persone omosessuali, ma sarebbe altrettanto scorretto sostenere che i ragazzi e le ragazze la pensino allo stesso modo. Se nella fascia di età over 65, la quota di uomini e donne favorevole, più bassa, si aggira per entrambi al 52%, negli under 30 la situazione cambia: circa il 64% dei ragazzi si dichiara favorevole, contro circa l’82% delle ragazze. Lo sbilanciamento del genere femminile verso ideali più progressisti qua è evidente.
Dettaglio tecnico: se il sondaggio Demopolis non era troppo buono in termini di margini di errore, in questo caso il campione italiano è grande anche se lo dividiamo in base al sesso, quindi i risultati reggono bene anche considerando l’incertezza intrinseca dei sondaggi.
Che l’attuale spettro che si aggira per l’Europa sia la tendenza ad allontanarsi politicamente tra ragazzi e ragazze? Alcuni sondaggi sembrano suggerirlo, anche se non in tutti i paesi. In Italia, alle elezioni politiche del 2022, secondo i dati dell’European Social Survey, uomini e donne tra i 18 e i 34 anni di età hanno votato al centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) in quote simili: rispettivamente 32% contro 33%. Sui diritti civili, invece, la distanza è netta: secondo i dati EQI, tra i giovani, le donne favorevoli al matrimonio tra persone dello stesso sesso sono 18 punti percentuali più degli uomini. Forse, almeno in Italia, il divario sui valori non si era ancora tradotto in un divario di voto nel 2022 e le intenzioni di voto rilevate da Demopolis fanno pensare che stia cominciando a farlo, ma per averne conferma dovremo aspettare le prossime elezioni.
Per approfondire.
Il 6% dei giovani europei vive in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale