L’Italia si colora di rosso e viola. Nelle infografiche del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) sull’ozono al suolo, aggiornate al 15 settembre 2026, la Pianura Padana figura tra le aree europee con l’esposizione stagionale più alta. Milano si colloca all’estremità più sfavorevole del confronto tra le città rappresentate. Secondo Copernicus, questo inquinante continua a resistere ai progressi compiuti nel continente nella riduzione di altre sostanze inquinanti.
L’ozono di cui parliamo è quello che respiriamo vicino al terreno. Si forma attraverso reazioni chimiche tra precursori, fra cui ossidi di azoto e composti organici volatili, in presenza di luce solare. L’esposizione è associata a danni respiratori. Il sole e le condizioni meteorologiche favorevoli alla sua formazione ne fanno un problema soprattutto nella stagione calda.
La prima infografica mostra quante persone sono esposte. Ogni barra suddivide la popolazione di un continente per fasce di concentrazione. In Europa il 42% ricade fra 80 e 90 microgrammi per metro cubo, il 33% fra 90 e 100 e il 12% fra 100 e 110. Solo una quota minima resta sotto i 60 µg/m³, il valore guida dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’esposizione nella stagione di picco.
La posizione delle città va letta con attenzione. Milano vicina al 100% indica che quasi tutta la popolazione europea vive in aree con concentrazioni inferiori a quella stimata per la città. Non significa che sia esposto il 100% dei milanesi: le percentuali sull’asse esprimono una posizione relativa, non la concentrazione dell’inquinante.
La seconda infografica introduce la dimensione temporale. Le mappe al centro mostrano l’esposizione stagionale; le barrette disposte intorno riportano, giorno per giorno, la quota di popolazione esposta alle diverse fasce di concentrazione. Il cerchio europeo rende visibile l’aumento dell’esposizione tra primavera ed estate. Le due scale cromatiche, però, hanno soglie diverse: il viola della mappa indica una media stagionale superiore a 110 µg/m³; quello delle barrette segnala valori oltre 160 µg/m³ nella massima media giornaliera su otto ore.
La terza immagine mette a fuoco le differenze all’interno dell’Europa. Gran parte del Nord appare gialla, fra 80 e 90 µg/m³. Verso il Mediterraneo diventano più frequenti arancione, rosso e viola. La Pianura Padana presenta un’ampia fascia sopra i 110 µg/m³, mentre numerose zone della penisola e delle isole si collocano fra 100 e 110 o nella classe superiore. Il problema si estende dunque ben oltre Milano.
Questi valori non rappresentano picchi istantanei. La metrica stagionale considera la media dei massimi giornalieri su otto ore nei sei mesi consecutivi più inquinati. Le elaborazioni combinano le previsioni globali CAMS con i dati di popolazione GHSL della Commissione europea e forniscono stime territoriali dell’esposizione, non misurazioni personali.
Il caso italiano aiuta anche a capire perché gli interventi debbano superare i confini nazionali. Per Bergamo, durante l’ondata di caldo del 28 luglio, Copernicus segnala che il contributo del trasporto emisferico dell’ozono è stato altrettanto importante di quello complessivo delle sorgenti antropiche europee. Ridurre i precursori resta necessario; il caldo e il trasporto a lunga distanza complicano però gli sforzi per abbassare stabilmente le concentrazioni.
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