Microsoft vuole che Copilot accompagni un lavoro dall’idea all’applicazione, e poi continui a eseguire attività nel tempo. La nuova app unificata mette insieme tre funzioni, Home, Code e Autopilot. Ma la questione decisiva per le aziende arriva dopo che l’IA ha scritto il codice: dove gira l’app, chi può usarla, chi la controlla e quanto costa?
1. Un solo punto di accesso. Home raccoglie chat e lavori recenti, con suggerimenti per riprendere ciò che si era interrotto. Microsoft vuole farne anche un centro di comando per posta, calendario e attività. Word, Excel, PowerPoint e Teams entrano più direttamente nel lavoro con Copilot, usando il contesto e le autorizzazioni disponibili.
2. Code permette di chiedere un’app a parole. Un dipendente potrà descrivere un’esigenza, per esempio coordinare il lancio di un prodotto, e chiedere a Copilot di costruire un’applicazione o un flusso di lavoro. Microsoft prevede strumenti per eseguire il codice e condividerlo in azienda. Che l’app funzioni in una dimostrazione, però, non basta: prima di usarla su processi e dati reali occorre verificarla.
3. Autopilot lavora anche dopo la conversazione. All’agente si assegnano un nome, un ruolo e un obiettivo; poi può svolgere attività in background senza aspettare ogni volta un nuovo messaggio. Il punto da chiarire nell’uso concreto è quanto possa agire autonomamente, quali azioni richiedano un via libera e come si possa intervenire quando sbaglia.
We’re building Copilot as a new OS for work that spans every model, every form factor, and every task. Today, we’re announcing our biggest update to Copilot to date, bringing four things together:
· Autopilot: proactive and long-running agent built for the enterprise
· Code:… pic.twitter.com/W2ClHHkCK3— Satya Nadella (@satyanadella) September 25, 2026
4. Il runtime è il pezzo meno vistoso e forse più importante. Con Copilot Managed Runtime, Microsoft vuole offrire alle app create con l’IA un ambiente di esecuzione gestito dall’IT aziendale: identità, permessi, accesso ai dati, versioni e monitoraggio. L’obiettivo è riunire in un inventario anche le app nate con strumenti diversi. È la risposta al problema delle piccole applicazioni create rapidamente dai dipendenti e poi lasciate fuori dal controllo dell’azienda.
Home. Code. Autopilot. https://t.co/RmNI1bhO2j
— Jacob Andreou (@jacobandreou) September 25, 2026
Agenti e app cambiano il conto, e la concorrenza. Microsoft distingue la licenza mensile per l’uso quotidiano dai consumi delle funzioni più avanzate. Per chi acquista, la domanda è quanto costeranno gli agenti quando lavoreranno con continuità. Per Microsoft, intanto, la posta in gioco è tenere nella propria piattaforma dati, autorizzazioni, esecuzione e fatturazione anche se i modelli sottostanti arrivano da fornitori diversi. È questa la sua scommessa nei confronti di Anthropic, OpenAI e Google: il costo effettivo e il grado di controllo delle app diranno quanto regge.
Per approfondire.
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