Il 26 Ottobre 2016, ormai a dieci anni di distanza, un sisma di magnitudo 5.9 si scatenò dall’epicentro situato a Castelsantangelo sul Nera, in provincia di Macerata, e investì l’intero Centro Italia, lasciando dietro di sé case abbandonate e territori vuoti. La scossa fa parte dello sciame sismico che interessò Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo a cavallo tra il 2016 e il 2017, il quale provocò 299 vittime nella notte del 24 Agosto nei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto; questa volta, la scossa provocò solamente una vittima indiretta.
Dal 2016 a oggi l’Appennino Centrale è stato trasformato in un enorme cantiere con l’obiettivo di ricostruire abitazioni private ed edifici pubblici, permettendo di tornare a coloro che lo volessero.
Il Rapporto Sisma presenta l’attuale stato dei lavori per le quattro regioni colpite dallo sciame sismico e il 24 agosto Info Data ha presentato i risultati relativi alla regione Lazio, mentre ora approfondirà la situazione delle Marche. Dal punto di vista più generale sono 20.429 le richiesta di contributo presentate per la ricostruzione privata, di cui 14.844 quelle approvate; in termini finanziari, l’importo richiesto per la ricostruzione ammonta a 11,79 miliardi di euro, di cui 8,76 miliardi sono concessi e 5,72 miliardi sono già stati liquidati.
Ma concretamente, quali sono i numeri dell’enorme sforzo che la ricostruzione richiede? Nelle Marche ci sono 5.526 cantieri ancora attivi, mentre 8.644 sono quelli chiusi, determinando il numero di 14 mila interventi totali, siano essi in corso o conclusi. Al fine di poter cominciare un lavoro di ricostruzione attraverso i contributi stanziati dallo Stato è necessario fare domanda: attualmente il tasso di approvazione delle richieste si attesta al 72,7% circa e le somme liquidate costituiscono il 65,3% degli importi concessi.
.A livello provinciale è Macerata a concentrare la quota più significativa di risorse relative alla ricostruzione privata, contando 12.955 richieste presentate, 9.281 approvate e oltre 5,74 miliardi di euro concessi, di cui 3,61 miliardi sono già stati liquidati. Le altre province seguono con numeri inferiori: Ascoli Piceno segna 4.734 richieste presentate, 3.610 approvate, quasi 2 miliardi concessi e oltre 1,44 miliardi liquidati. Arrivano poi Fermo con 1.908 richieste presentate e 673 milioni di euro concessi e Ancona, con 321 milioni di euro concessi. Chiude la lista la provincia di Pesaro e Urbino con più di 21 milioni di euro concessi.
Cosa sta accadendo agli edifici di utilità pubblica e alla loro ricostruzione? Dal punto di vista della ricostruzione pubblica sono stati programmati 1.872 interventi, distribuiti in 157 comuni, per un importo complessivo di spese superiore a 2,51 miliardi di euro. L’ordine delle province in base agli interventi e dispendio finanziario necessario è lo stesso di quello già visto precedentemente, relativo alla ricostruzione privata: spicca Macerata con 1.048 interventi e più di 1.46 miliardi di euro programmati, seguita da Ascoli Piceno con 476 interventi e più di 591 milioni di euro previsti. Le tre province a chiudere la lista sono Fermo con 265 interventi e oltre 320 milioni di euro programmati, Ancona con 72 interventi e più di 115 milioni di euro programmati e, infine, Pesaro e Urbino con 8 interventi e più di 18 milioni di euro programmati.
A intervenire nel rapporto è il commissario straordinario alla ricostruzione stesso. Guido Castelli fa notare quanto i numeri stiano confermando l’intensità dei lavori in corso nella regione Marche, aggiungendo come la ricostruzione privata abbia ormai assunto un ritmo importante, specialmente a livello di cantieri conclusi e in corso. In riferimento alla ricostruzione pubblica, l’andamento è invece più arrancante: Castelli preferisce concentrarsi sull’elevato volume di interventi programmati, a testimonianza della volontà dello Stato di restituire alla comunità tutti quegli spazi e quei punti che facevano parte della vita di ognuno dei residenti e di tutti coloro che vivono nelle aree colpite.
Il rapporto si conclude tornando a parlare di numeri, partendo da quelli più generali: nelle Marche la ricostruzione privata coinvolge 180 comuni, mentre quella pubblica ne interessa 157; le risorse complessive, tra somme concesse e programmate, ammontano a oltre 11,2 miliardi di euro. Considerando l’anno trascorso, tra marzo 2025 e marzo 2026, le Marche restano la regione che presenta il più elevato numero di assistenze abitative ancora attive, dato il grande numero di comuni densamente popolati colpiti, ma, allo stesso tempo, registrano anche la maggiore riduzione in termini assoluti, a evidenziare come la drammatica situazione iniziale si stia, anno dopo anno, mitigando; la diminuzione in questione è pari al 12.7%, visto che le dichiarazioni passano da 6.150 a 5.368, con 782 posizioni in meno.
Per approfondire.
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