Il picco di fioritura dei ciliegi giapponesi, i sakura, ora si verifica circa due settimane prima rispetto ai secoli precedenti. Negli anni Venti del XIX secolo, la piena fioritura arrivava a metà aprile. Nel 2023, invece, la data di piena fioritura è avvenuta il 25 marzo. Questo genere di anticipazione botanica indica primavere più calde. Sempre più calde.
Il professor Yasuyuki Aono, insieme ai i suoi colleghi, i ricercatori dell’Università della Prefettura di Osaka, ha raccolto i dati sulle fioriture più antiche da diari e cronache storiche, indicando le date in cui si tenevano le festività per ammirare i fiori di ciliegio o altre osservazioni relative al picco di fioritura. Informazioni che si ramificano fino ai giorni nostri, quando nel 2025, il picco della fioritura dei ciliegi, è avvenuto il 4 aprile, come anche riportato nelle previsioni del “sakura front”.
Per capire quanto meticolosa sia stata l’opera dei ricercatori guidati dal professor Aono, bisogna pensare che la prima rilevazione registrata nei loro dataset è relativa, addirittura, al IX secolo. Parliamo, dunque, di una serie di dati ininterrotta che copre 1.200 anni. Una così prolungata disponibilità di informazioni storiche è indubbiamente utile per poter decifrare il marcato mutamento biologico avvenuto sulla terra negli ultimi secoli, attribuibile agli effetti combinati dell’urbanizzazione e dell’aumento delle temperature dovute al cambiamento climatico.
Il lavoro di Aono ha infatti suggerito che le temperature di marzo a Kyoto sono aumentate di diversi gradi dall’inizio del XIX secolo, abbastanza da spostare il picco della fioritura di intere settimane anziché di giorni. I suoi dati dimostrano, di fatto, che questo secolo è molto più caldo dei precedenti. Faccenda che non si dimostra come un fenomeno limitato al solo Giappone. Come riportato dal Guardian, anche negli Stati Uniti, dal 1921, si registrano date di picco della fioritura mutate nel tempo. Parliamo della medesima specie di ciliegi, essendo gli alberi che il Giappone aveva donato a Washington un secolo fa. In entrambi i casi, la fioritura è avvenuta con un’anticipazione di circa una settimana.
La riga relativa al 2026, sul foglio di calcolo utilizzato da Yasuyuki Aono, è rimasta vuota. È venuto a mancare quest’anno, prima di poter inserire, ancora una volta, le informazioni sulla piena fioritura dei ciliegi di Kyoto. La sua ricerca, a cui aveva dedicato decenni della sua vita, continuerà ad essere arricchita. Un altro ricercatore o un’altra ricercatrice, ancora nell’anonimato per via della finalizzazione dell’accordo, si occuperà della gestione e dell’aggiornamento dei suoi registri. A riprova della continuità della scienza e della passione di chi la alimenta ogni giorno con il proprio lavoro, permettendoci di restare vigili su fenomeni che richiedono attenzione, come il cambiamento climatico e tutto ciò che comporta.