Al 1 gennaio 2025 erano 5 milioni e 898mila gli stranieri che vivono in Italia, 143mila in più rispetto alla stessa data del 2024. Si apre con questo dato il 31simo Rapporto sulle migrazioni della Fondazione Ismu Ets. Gli stranieri rappresentano il 9,1% della popolazione del Paese. La stragrande maggioranza, pari a 5 milioni e 371mila persone, sono residenti in Italia. Ci sono poi 188mila persone straniere non residenti e, questa la stima, 339mila immigrati irregolari. Quota che rappresenta il 5,7% del totale.
La nazionalità più rappresentata, con 1 milione e 53mila persone, è quella rumena. Insieme ai 72mila polacchi, sono i soli comunitari a rientrare in questa classifica. Al secondo posto c’è la comunità albanese, formata da 414mila persone, seguita da quella marocchina con 412mila e da quella cinese, con 311mila persone residenti. Quinto posto per l’Ucraina: da qui arrivano 287mila persone che oggi risiedono nel nostro paese. E proprio la comunità ucraina è quella che vede la maggiore presenza femminile.
Il 74,9% delle persone arrivate in Italia da Kiev sono infatti donne. Una percentuale di poco superiore al 74,2% di donne polacche e al 66,6% delle moldave sul totale della comunità presente in Italia. Sul piano occupazionale, 2,4 milioni di stranieri residenti sono occupati: il dato, aggiornato al 2024, dice che gli stranieri rappresentano il 10,6% delle forze di lavoro del paese. Ma sono anche il 16,9% dei disoccupati. In numero assoluto sono 278mila gli stranieri che vivono in Italia e che cercano lavoro e non lo trovano. A questi si aggiungono 1,2 milioni di inattivi, pari al 9,7% del totale italiano.
Sul fronte confessionale, la religione più rappresentata è quella musulmana, seguita dal 31% degli stranieri che vivono in Italia. Ci sono poi gli ortodossi, che rappresentano il 28,6% dei residenti stranieri e i cattolici (16,6%). Il 9,4% degli stranieri residenti in Italia, il dato è aggiornato al 1 luglio dello scorso anno, non professa invece alcuna religione. La presenza di questi 5,9 milioni di stranieri pone un tema anche a livello scolastico.
L’anno scolastico 2022/2023 è quello che ha visto superare quota 900mila. A settembre 2023 si sono quindi presentati in classe 930mila bambini con carta di identità non italiana. A questi bisogna aggiungere i figli di stranieri che vivono in Italia e che hanno ottenuto la cittadinanza, ma da questo punto di vista i dati non aiutano. Il rapporto della Fondazione Ismu Ets cita dati Istat, che suddividono le acquisizioni di cittadinanza per fascia di età. E raggruppano tutte le persone under 20 che hanno giurato sulla Costituzione. In questo modo, sappiamo solo che tra il 2015 ed il 2024, 622mila persone con meno di vent’anni sono diventate italiane. Quante di queste siano in età scolare, però, non lo sappiamo con precisione. In ogni modo, il combinato disposto dell’aumento dei bambini stranieri nelle scuole e la riduzione di quelli figli di italiani (per nascita e non per acquisizione di cittadinanza) fa crescere la quota di alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole.
Nel 2003, gli studenti con cittadinanza non italiana erano appena il 3,5%. Vent’anni più tardi, questa quota è più che triplicata, avendo raggiunto a settembre 2023 l’11,6% dell’intera popolazione scolastica. Si tratta, ovviamente, di una media nazionale, con declinazioni molto diverse sul territorio nazionale.
Per approfondire
Quanti erano nel 2023 gli stranieri in Italia?