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economia

Pioggia, neve e Sole. Cosa è successo dal 1951 a oggi in un grafico

L’aumento delle temperature globali, causato principalmente dalle emissioni di gas serra, sta provocando lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello del mare, eventi meteorologici estremi e alterazioni nei cicli naturali delle stagioni.

A tal proposito, per una maggiore consapevolezza suffragata dai dati, noi di Info Data, in occasione di questa ricorrenza, abbiamo deciso di dedicare un contributo visuale ed interattivo all’evoluzione dello scenario ambientale in Italia dal 1951 al 2022, prendendo in esame le precipitazioni totali, quelle riferite alle nevicate e la variazione della temperatura media.

Per farlo ci siamo serviti dai numeri pubblicati da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che, tramite il modello BIGBANG, analizza, allo stato attuale, la situazione idrologica nazionale dal 1951 al presente fornendo un quadro di dettaglio delle componenti del bilancio idrologico e della risorsa idrica rinnovabile.

Nei grafici che seguono è rappresentata la triplice fotografia che mostra la variazione tra primo ed ultimo anno di analisi, declinandolo poi nelle corrispondenti tre mappe con granularità regionale (il cui gradiente vira dal rosso intenso per i valori meno incoraggianti al blu per quelli meno preoccupanti).
Segue poi una parte più interattiva dove andamento annuale e distribuzione degli anni su “base mensile” sono interrogabili sia per singola regione che per ognuna delle tre metriche.

 

Le tre fotografie presentano uno scenario assai poco edificante in cui la differenza tra il 1951 e il 2022 è davvero notevole se si pensa che il totale delle precipitazioni è diminuito complessivamente del 39,5%, che diventa addirittura quasi un 76% in meno se ci si concentra esclusivamente su quelle a carattere nevoso, chiudendo poi con un innalzamento della temperatura media pari al 12,8%.

Nel confronto “secco” fra primo ed ultimo anno in analisi, a livello regionale le differenze più significative si sono registrate prevalentemente nell’Italia centro settentrionale, ed in particolar modo in Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta per quanto riguarda le preciptazioni complessive, mentre per la neve la contrazione più significativa è avvenuta in Emilia Romagna, Toscana e Sardegna (unici tre valori “oltre” il 90% di diminuzione); la Valle d’Aosta è invece – per distacco – la regione maggiormente impattata dall’innalzamento delle temperature medie, staccando nettamente il Trentino Alto Adige, a sua volta ben distante da tutti gli altri casi regionali.

Osservando i dati dal punto di vista dell’evoluzione annuale, va comunque sottolineato come l’ammontare complessivo delle precipitazione – tra le tre metriche in esame – sia decisamente quella con il carattere più sinusoidale e, al netto di un trend che vede flessi sempre più bassi, sembra esserci una certa ciclicità nell’alternanza di registrazioni, anche se il dato è decisamente in calo dal 2018.

Discorso parzialmente analogo per quel che concerne le nevicate dal punto di vista dell’alternanza ma, in questo caso, il trend aggregato nazionale in diminuzione è decisamente più evidente, come testimoniano sia i soli quattro valori sopra media (del periodo analizzato) negli ultimi trentacinque anni, sia gli outlier mensili che fanno riferimento ad annate precedenti alla prima metà degli anni ’90.

Per chiudere, senza grosse sorprese, al netto dei due valori estremi esaminati per la “fotografia”, l’andamento della temperatura media, per quanto mostri qualche “sali-scendi” tra un anno e l’altro, presenta una crescita complessiva messa in moto ad inizio degli anni ’80 e che non pare accennare a diminuire, ricordandoci una volta di più quale dovrebbe essere uno dei punti focali su cui rivolgere l’attenzione collettiva.

E proprio per massimizzare gli sforzi del sistema pianeta, come ogni anno, anche in questa circostanza è stato individuato Il tema della giornata internazionale dell’ambiente che, nella fattispecie, per il 2024 è “Ripristino degli Ecosistemi”, che riflette l’urgenza di riparare e rigenerare gli ecosistemi danneggiati, riconoscendo come la salute del nostro pianeta sia strettamente legata alla salute degli ecosistemi che lo compongono.

Ripristinarli, quindi, significa anche affrontare le cause principali del degrado ambientale, come l’uso non sostenibile delle risorse, l’inquinamento e il cambiamento climatico.

A corredo del tema principale, sono stati poi definiti anche degli obiettivi specifici tra cui possiamo citare rimboschimento e riforestazione, restauro delle aree umide, rigenerazione dei suoli, recupero delle barriere coralline e riduzione dell’inquinamento.

Oltre a questi target pensati a livello globale, è indiscutibile come la partecipazione individuale sia cruciale per affrontare le sfide ambientali che riguardano l’intero pianeta ed ogni persona può adottare pratiche sostenibili nella vita quotidiana che, sommate, possono fare una grande differenza.

Nel concreto, ricordiamolo, ci sono alcune piccole azioni che ognuno di noi può tenere a mente nella pratica di ogni giorno:

  • Risparmiare energia: utilizzare lampadine a basso consumo energetico, spegnere gli apparecchi elettronici quando non sono in uso e migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione.
  • Ridurre il consumo di acqua: installare dispositivi per il risparmio idrico, riparare prontamente eventuali perdite e adottare abitudini che riducono lo spreco d’acqua, come docce brevi e l’uso parsimonioso degli elettrodomestici.
  • Alimentazione sostenibile: preferire cibi locali e di stagione, ridurre il consumo di carne e prodotti di origine animale, optare per alimenti biologici e sostenibili.
  • Riduzione dei rifiuti: adottare uno stile di vita “zero waste”, portare con sé borse riutilizzabili, borracce e contenitori per cibi, evitare imballaggi eccessivi.

Fare proprie (anche parte di) queste abitudini e suggerimenti pratici non solo contribuisce alla protezione dell’ambiente, ma favorisce anche uno stile di vita più sano e sostenibile dove ogni piccolo gesto può fare la differenza, rendendo la partecipazione collettiva fondamentale per affrontare le sfide ambientali che ci riguardano da vicino.

Teniamolo quindi a mente e celebriamo – a dovere – la giornata internazionale dell’ambiente anche quest’anno.

Per approfondire. 

La giornata mondiale dell’ambiente in cinque numeri e un grafico

La mappa dei comuni Bandiera Blu 2024

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